pexolo di pexolo
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La “seconda navigazione”

Il punto di svolta nel pensiero platonico, che può essere qualificato a parere di Reale come una svolta epoca in tutta la storia del pensiero occidentale, sta nella scoperta di una realtà soprannaturale, ossia di una dimensione sopra-fisica dell’Essere della quale la precedente filosofia della physis non aveva avuto alcun sentore: Anassagora stesso, che pure aveva visto la necessità di introdurre una intelligenza universale per giungere a spiegare le cose, riduce questo ad un mero deus ex machina, non seppe sfruttare questa sua intuizione e continuò a dare un peso preponderante alle cause fisiche tradizionali (elementi naturali); ma esse sono le vere cause o saranno, invece, semplici con-cause? Causa di ciò che è fisico e meccanico non sarà forse qualcosa che non è né fisico, né meccanico?
Per rispondere a questi problemi Platone intraprese quella che egli stesso, nel Fedone, definì una “seconda navigazione” (che Reale sostiene fondamentale per la comprensione delle dottrine non scritte, tanto da considerarla il cuore stesso della riflessione platonica), che, nel linguaggio dei marinai, era quella che si faceva quando non c’era più vento e si doveva navigare con i remi: dopo aver seguito tutti gli altri tentativi dei precedenti filosofi (dai sophòi a Socrate), che ritenevano essere gli elementi naturali la cui seguivano tutte le altre cose, occorre tentare una riflessione di tipo diverso, che non parte dal mondo sensibile, bensì dall’intelletto. Ebbi paura che anche l'anima mia si accecasse completamente, guardando le cose con gli occhi e cercando di coglierle con ciascuno degli altri sensi. E, perciò, ritenni di dovermi rifugiare in ragionamenti (lògoi) e considerare in questi la verità delle cose che sono. Comunque, io mi sono avviato in questa direzione e, di volta in volta, prendendo per base quel postulato che mi sembri più solido, giudico vero ciò che concorda con esso, sia rispetto alle cause, sia rispetto alle altre cose, e ciò che non concorda giudico non vero; sostiene Platone che solo nel lògos è possibile ritrovare il fondamento del mondo sensibile.

Il senso della seconda navigazione risulta particolarmente chiaro dagli esempi che lo stesso Platone adduce: vogliamo spiegare perché una cosa è bella? Ebbene, per spiegare tale perché il naturalista si richiamerebbe ad elementi puramente fisici (il colore, la figura), ma, sostiene Platone, queste non sono le cause, bensì le con-cause; occorre spiegare l’esistenza di un’ulteriore causa, che dovrà essere, per essere vera, qualcosa non di sensibile ma di intelligibile. Questa causa è l’Idea, o forma pura, del Bello in sé, che con la sua partecipazione (presenza o comunanza) o con un certo rapporto determinante fa sì che le cose empiriche siano belle, cioè si realizzano mediante forma, colore e proporzione; come, in altri termini, è bene che siano perché siano tali, cioè belle. Un secondo esempio è quello di Socrate, che si trova in carcere poiché condannato: perché è in carcere Socrate? La spiegazione naturalistico-meccanicistica non è in grado di dire altro se non: Socrate sta seduto qui in cella perché il suo corpo è fatto di ossa e di nervi e di altre innumerevoli parti e processi, invece di riconoscere che la sua condizione attuale dipende dall’opinione del meglio, cioè dal fatto di aver preso una decisione sulla base del più giusto e più bello: è chiaro che questa scelta, come tutte le altre scelte, devono avere un centro di decisione e di scelta che è l’anima, princìpio della conoscenza, quindi del giudizio umano. Qualunque cosa fisica esista ha una causa suprema e ultima che non è di carattere fisico, ma metafisico (come dirà successivamente Andronico di Rodi, riprendendo un termine utilizzato in precedenza dalla scuola aristotelica).
La seconda navigazione costituisce una conquista che segna allo stesso tempo la fondazione e la tappa più importante della storia della Metafisica, infatti, tutto il pensiero occidentale sarà condizionato in modo decisivo da questa distinzione, sia nella misura in cui l’accetterà, sia che non l’accetterà, caso in cui dovrà giustificare polemicamente la nuova accettazione: da questa polemica rimarrà pur sempre dialetticamente condizionato. È solo dopo la seconda navigazione che si può parlare di materiale e di immateriale, di sensibile e sopra-sensibile, empirico e meta-empirico, fisico e sopra-fisico ed è alla luce di questa categoria che i fisici anteriori risultano essere materialisti: nella natura e nel cosmo non risultano più la totalità delle cose che sono, ma soltanto la totalità delle cose che appaiono, essendo stata ricondotta la natura della verità ultima delle cose non in questo mondo ma nell’altro.

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