Concetti Chiave
- Le idee, per Platone, sono la sola realtà vera e originaria, stabili e assolute, mentre il mondo sensibile è relativo e dipendente da esse.
- Platone distingue tra l'essere pieno delle idee e l'esistenza sensibile, riconoscendo la loro connessione come causa e principio dell'altro.
- Il mondo sensibile è conferito di esistenza dalle idee, che rappresentano valori e principi di bene.
- Ogni cosa esiste nella misura in cui partecipa dell'idea di bene, collegando l'essere al valore che essa rappresenta.
- Le idee danno alle cose sensibili un'esistenza imperfetta, riflettendo il bene che esse incarnano.
Qual è la realtà delle idee secondo Platone?
Che le idee siano concepite con la mente, e non colte con i sensi, non significa, per Platone, che non siano reali. Anzi, le idee sono la sola realtà vera e originaria, appunto perché stabili e assolute, mentre i sensi non offrono che il relativo. Ciò che l'esperienza ci presenta, "è" in virtù dell'idea che imita o rispecchia: è fatto essere dalle varie idee di cui partecipa, e non ha altra consistenza, autonoma.
Il rapporto tra idee e mondo sensibile
Platone è ben conscio della difficoltà di definire il rapporto tra questo livello di essere diminuito, che è l'esistenza sensibile, e il livello dell'essere pieno, che sono le idee: e criticherà lui stesso le immagini del "partecipare" e dell'"imitare" ecc., con cui si può cercar di esprimere tale rapporto. Sempre, tuttavia, terrà ferma, sia la distinzione tra i due piani (della realtà piena, ideale, e della realtà diminuita, sensibile), sia la loro connessione, per cui il primo è il principio, la ragione, la causa che fa essere il secondo.
Il mondo sensibile, dunque, è fatto essere dalle idee.
Affermare ciò - dato che le idee sono quello che noi chiamiamo "valori": norme, principi di ciò che è bene in opposizione a ciò che è male - equivale a dire che quel che fa essere il mondo sensibile è un valore, un bene, un fine: ossia, la ragione in vista della quale "è bene" che il mondo sia, e sia così. La ragione dei fatti è il loro fine. E infatti Socrate, nel Fedone, afferma che, ad esempio, la ragione per cui lui si trova in carcere non sta nei muscoli e nei tendini che ve l'hanno portato, bensì nell'opportunità, da lui vista con evidenza, di sottoporsi al giudizio, di non fuggire.
Dal punto di vista di Platone, dunque, parlare dell'essere di una cosa, e del bene che quella cosa rappresenta, è lo stesso: ogni cosa è, nella misura in cui è un bene. L'idea ha un essere pieno, perché è un principio di bene in se stessa; le cose sensibili, a loro volta, sono, in senso imperfetto e limitato, in quanto partecipano di quell'essere che è l'idea o valore. L'idea dà alle cose l'essere, partecipando loro quel bene che essa è.
Domande da interrogazione
- Qual è la concezione platonica della realtà delle idee?
- Come si definisce il rapporto tra idee e mondo sensibile in Platone?
- In che modo Platone collega l'essere di una cosa al bene che essa rappresenta?
Secondo Platone, le idee sono la sola realtà vera e originaria, stabili e assolute, mentre il mondo sensibile è relativo e dipende dalle idee che lo fanno esistere.
Platone riconosce la difficoltà di definire il rapporto tra l'essere pieno delle idee e l'esistenza diminuita del mondo sensibile, ma sostiene che le idee sono il principio e la causa che conferiscono essere al mondo sensibile.
Platone afferma che l'essere di una cosa è direttamente legato al bene che essa rappresenta; ogni cosa esiste nella misura in cui partecipa dell'essere dell'idea, che è un principio di bene in se stessa.