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Platone: idee e realtà

Che le idee siano concepite con la mente, e non colte con i sensi, non significa, per Platone, che non siano reali. Anzi, le idee sono la sola realtà vera e originaria, appunto perché stabili e assolute, mentre i sensi non offrono che il relativo. Ciò che l'esperienza ci presenta, "è" in virtù dell'idea che imita o rispecchia: è fatto essere dalle varie idee di cui partecipa, e non ha altra consistenza, autonoma.
Platone è ben conscio della difficoltà di definire il rapporto tra questo livello di essere diminuito, che è l'esistenza sensibile, e il livello dell'essere pieno, che sono le idee: e criticherà lui stesso le immagini del "partecipare" e dell'"imitare" ecc., con cui si può cercar di esprimere tale rapporto. Sempre, tuttavia, terrà ferma, sia la distinzione tra i due piani (della realtà piena, ideale, e della realtà diminuita, sensibile), sia la loro connessione, per cui il primo è il principio, la ragione, la causa che fa essere il secondo.

Il mondo sensibile, dunque, è fatto essere dalle idee.
Affermare ciò - dato che le idee sono quello che noi chiamiamo "valori": norme, principi di ciò che è bene in opposizione a ciò che è male - equivale a dire che quel che fa essere il mondo sensibile è un valore, un bene, un fine: ossia, la ragione in vista della quale "è bene" che il mondo sia, e sia così. La ragione dei fatti è il loro fine. E infatti Socrate, nel Fedone, afferma che, ad esempio, la ragione per cui lui si trova in carcere non sta nei muscoli e nei tendini che ve l'hanno portato, bensì nell'opportunità, da lui vista con evidenza, di sottoporsi al giudizio, di non fuggire.
Dal punto di vista di Platone, dunque, parlare dell'essere di una cosa, e del bene che quella cosa rappresenta, è lo stesso: ogni cosa è, nella misura in cui è un bene. L'idea ha un essere pieno, perché è un principio di bene in se stessa; le cose sensibili, a loro volta, sono, in senso imperfetto e limitato, in quanto partecipano di quell'essere che è l'idea o valore. L'idea dà alle cose l'essere, partecipando loro quel bene che essa è.

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