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Biografia di Platone


La fine della guerra del Peloponneso segna l'inizio della fine della pòlis e del vecchia sistema di relazioni e di equilibri fra le città greche. Inoltre, nelle città-Stato si diffonde l'apatia politica, manifestandosi un crescente ripiegamento dei cittadini verso i propri interessi privati e una più ridotta partecipazione alle attività civiche.
In controtendenza rispetto a questa crisi politica, il IV secolo a.C segna uno sviluppo culturale: inizia una nuova fioritura delle scuole, tra queste l'Accademia di Platone, una vera e propria scuola superiore di filosofia, formazione scientifica e politica, e la scuola di retorica e politica di Isocrate (393 a.C), un discepolo del sofista Gorgia.
Entrambi avevano la necessità di una profonda svolta per far uscire sia Atene che le altre poleis dalla drammatica crisi politica. Quindi propongono una riforma della vita intellettuale, Isocrate cercando di recuperare una parte essenziale dell'educazione sofistica che farà affermare grandi personalità come Demostane ed Eschine.
Nello stesso periodo si avvia un progressivo e graduale mutamento delle arti visive e soprattutto del teatro, dove diminuisce la tragedia per dar spazio alla commedia di Menandro, che pone i temi dei sentimenti individuali, dei vincoli familiari e dell'amore.

Platone nacque ad Atene intorno al 428 a.C da una famiglia aristocratica. Vive in pieno il dramma della città e del duplice fallimento del regime prima aristocratico e poi di quello democratico. Il primo era ben visto da Platone e credeva che sarebbe riuscito a liberare dall'ingiustizia la città, ma si ricredette dopo le nefandezze e i delitti di cui si macchiarono i principali esponenti. Rimase deluso anche dal secondo governo che condannò a morte il suo amico e maestro Socrate, di cui era stato discepolo e che riterrà sempre il più giusto tra gli uomini.
Nel 388 a.C si reca a Siracusa dove cerca di affaermare i principi della propria concezione etico-politica perché non voleva apparire di fronte a se stesso come un uomo capace solo di parole. Quindi lì cerca di convincere il tiranno Dionigi I, ma fallisce e torna ad Atene dove apre l'Accademia nel 387 a.C. Tornerà a Siracusa altre due volte, ma tutti i suoi tentativi risultino infruttuosi. Muore ottantenne, intorno al 348 a.C.
Di Platone possediamo 36 opere e di questi 34 hanno la forma del dialogo. Platone è il regista di un ''teatro filosofico'' nella quale i problemi della filosofia vengono rappresentati e descritti nel vivo della vita culturale e civile della polis. Socrate, invece, è il protagonista di quasi tutti i dialoghi ad esclusione dell'ultimo e in quelli dell'ultimo periodo ricopre un ruolo secondario. Socrate è sicuramente reinterpretato da Platone e per questo non è chiaro distinguere ciò che è veramente socratico e una reinterpretazione paltonica del pensiero socratico o un'idea platonica attribuita al maestro.

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