Ominide 2005 punti

Parmenide da Elea - Concezione dell'essere


Parmenide da Elea è il maggiore esponente della scuola eleatica. Viene ricordato principalmente per il suo trattato "Sulla Natura". L'inizio del trattato è costituito dalla rivelazione della verità, in continuità con il pensiero epico classico che vedeva la verità "definitiva" come qualcosa rivelata dagli dei agli uomini.
La verità può essere raggiunta, attraverso la guida del filosofo, in due modi, la via dell'essere, che esiste e che pochi sono in grado di percorrere con grande difficoltà, e la via del non essere, che in realtà non esiste e pertanto non può essere realmente percorsa. Una terza via di cui viene prospettata l'esistenza, contrapposta alla perfezione "rotonda" della verità è quella delle opinioni, che non porta alla verità ma all'ingannevolezza, che tuttavia è reversibile.

Gli uomini spesso non sono in grado di separare l'essere dal non essere. L'essere concepito da Parmenide, nella sua perfezione massima, è un essere unitario, non infinito, senza nascita e senza morte, immutabile e incorruttibile, simile a una sfera perfetta, costantemente equilibrata. La verità viene ritenuta dagli uomini ciò che essi osservano con i loro occhi, ma in realtà ciò non è altro che l'inganno della realtà sensibile. L'essere parmenideo era qualcosa che non era mai stata concepita fino ad allora, un oggetto puramente frutto del ragionamento mentale razionale.
Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email