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Aristotele

La critica a Platone 114-115:
la filosofia aristotelica presentano concetti che derivano da quella platonica ma nettamente differenti.
1)Mentre Platone pensa che la realtà vera sia il mondo delle idee, per Aristotele tutto ciò che ci circonda esiste effettivamente e non sono immagini imperfette dell’idea stessa.
2)Per Aristotele è possibile uno studio scientifico della natura(negato da Platone) che è uno dei capisaldi del pensiero aristotelico.
3)Aristotele evidenzia le differenze tra le cose. Mentre Platone sottolineava l’unitarietà del reale in Aristotele c’è una ricerca di una spiegazione delle differenze dei generi delle cose.
4)Aristotele è pronto a salvaguardare l’autonomia di ogni singola scienza mentre Platone mette tutto in rapporto con la dialettica a cui spetta giustificarne i fondamenti rapporti col bene. Aristotele mette su un unico piano tutte le scienze come in un sapere enciclopedico

5) Infine in Aristotele è molto diverso il RAPPORTO TRA SAPERE TEORICO E VITA PRATICA. Infatti mentre Platone identifica la virtù con la conoscenza (intellettualismo etico) Aristotele afferma che nel determinare un ruolo virtuoso un ruolo fondamentale è svolto dalla VOLONTA’ e dall’ABITUDINE.
Difficoltà della teoria delle idee
Aristotele preme molto sulla teoria delle idee del maestro Platone cercando di confutarla con prove logiche.
Egli afferma che se si ammette l’esistenza delle idee allora è necessario ammettere l’esistenza delle idee della negazione(come del non uomo).L’idea è unica ma quella della negazione (non uomo) è unica ma in essa contiene una molteplicità di cose diverse. Aristotele inoltre insiste sul fatto che le idee non contribuiscono per niente a comprendere la realtà. Platone cercava di spiegarsi la realtà tramite le idee dato che le cose reali sono in continua trasformazione mentre Aristotele afferma che esse non servono a spiegare il divenire.
Infine i rapporti di comunicazione tra mondo sensibile e mondo intelligibile stabiliti da Platone con la teoria della partecipazione e dell’imitazione appaiono ad Aristotele come “METAFORE POETICHE” di nessuna importanza per la filosofia.

MOVIMENTO E COSMO(132-135)
Aristotele afferma che gli enti naturali sono sottoposti a dei movimenti e a delle trasformazioni. Questi movimenti vengono classificati da Aristotele in 4 categorie di mutamento:
1 mutamenti secondo la sostanza ,cioè di generazione e corruzione come il nascere e il morire.
2 mutamenti secondo la quantità cioè di accrescimento e diminuzione

3 mutamenti secondo la qualità cioè di alterazione
4 mutamenti locali o di traslazione cioè il movimento in senso proprio. I movimenti locali vengono poi divisi a loro volta in movimenti NATURALI e VIOLENTI.

I movimenti naturali sono i movimenti proprio degli elementi naturali cioè dei 4 componenti di cui è costituito il mondo( acqua terra fuoco e aria). La dottrina degli elementi e dei luoghi insegna come ogni elemento tende a tornare con un movimento lineare al proprio origine(il fuoco tende ad andare verso l’alto ,la terra a cadere verso il basso ecc ecc)

La teoria dei movimenti e dei luoghi naturali è alla base della cosmologia aristotelica.
Il cosmo ha dimensioni finite ed è caratterizzato da una serie di sfere concentriche alla terra che ne occupa il centro. Esso è comporto da due zone principali diverse: il mondo terrestre e il mondo celeste.
1 il mondo terrestre comprende la terra e lo spazio che la circonda ed è caratterizzato dai 4 elementi fondamentali.
2 Il mondo celeste è il luogo naturale del 5 elemento:l’ETERE eterno e incorruttibile dotato di moto circolare uniforme. Il movimento delle sfere celesti composte di etere è la causa del movimento degli astri.

La concezione aristotelica dello spazio è di tipo qualitativo. I luoghi sono porzioni diverse di spazio alle quali appartengono qualità e proprietà specifiche ciascuna differente rispetto a un sistema di riferimento assoluto costituito da un centro e da una periferia. Un punto posto in alo non sarà mai uguale ad uno posto in basso in quanto al primo corrisponde il luogo dove il fuoco tende a salire e al secondo quello dove la terra tende a cadere. Questo è un aspetto che distingue nettamente la cosmologia aristotelica e quella affermatasi nel 600 nell’ età moderna per cui lo spazio è qualcosa di omogeneo e identico.

I movimenti violenti sono quei movimenti prodotti artificialmente che contrastano la tendenza naturale dei corpi. Per provocare questi movimenti c’è bisogno di 2 condizioni:1) è necessario che ci sia una causa del movimento “IL MOTORE” 2) è necessario che la causa sia esterna all’oggetto che muta.

In ogni movimento c’è un MOTORE PRIMO che è anche immobile cioè non partecipa al movimento di cui è causa. I concetti di MOTORE e MOSSO sono alla base della teoria del movimento riguardante le sfere celesti. Seconda quest’ultima anche il movimento degli astri è causato da un motore immobile e dato che i movimenti degli astri sono eterni ci si deve quindi aspettare un primo motore immobile eterno.
Questo Primo Motore Immobile Eterno è collocato verso la parte delle stelle fisse alle quali impone il movimento come causa motrice. Il motore immobile muove come <l’oggetto d’amore muove l’amante> .Le sfere celesti sarebbero quindi messe in movimento dall’aspirazione di arrivare all’immobilità del primo motore e non potendovi riuscire si sforzerebbero provocando un movimento circolare uniforme sempre uguale a se stesso.
Inoltre il primo motore è caratterizzato da una sostanza IMMATERIALE quindi come pura forma senza materia ed esso viene a coincidere col “divino”, con “Dio”.


L’ente e la sostanza(127-129)
Nella filosofia aristotelica i diversi significati dell’ENTE rivestono una notevole importanza. Sappiamo di certo che l’ente è tutto ciò che esiste. L’uomo è un ente ma anche il colore bianco della sua pelle è un ente. Esistono molteplici significati che l’ente può assumere e per questo Aristotele afferma che “l’ente si dice in molti modi”

Quindi Aristotele classifica l’ente in alcune classi e ne individua 10:SOSTANZA QUANTITA’ QUALITA’RELAZIONE DOVE QUANDO GIACERE AVERE AGIRE PATIRE.
La categoria Sostanza include tutti quegli enti che non hanno nisogno di altri enti per esistere (come l’uomo gli animali i vegetali ecc),La Qualità comprende tutte le qualità come i colori i sapori ecc, la quantità comprende tutte le determinazioni quantitative di peso lunghezza ecc, quella di relazione implica il confronto tra gli enti e alcune sono in base alle connotazioni spaziali e altre in base a quelle temporali.

Per comprendere bene questi concetti bisogna conoscere i concetti si GENERE e SPECIE.
Essi esprimono una gerarchia logica delle classi degli individui. Per esempio l’animale è una categoria più vasta rispetto all’uomo che appartiene a una sottoclasse della prima. Si dirà che Animale è genere della specie Uomo.
La specie individua un ambito più ristretto rispetto ai generi e per questo diremo che le categorie sono i generi massimi in cui possono essere compresi tutti i generi.
NOTA BENE anche Platone contempla la teoria dei generi sommi ma egli mette a capo di tutti L’ESSERE. Aristotele invece racchiude tutti i generi in 10 classi che raggruppano tutti i generi e ciascuna categoria racchiude solo una parte dei generi degli enti e nessuno è così vasto da includerli tutti. Se Aristotele avesse considerato l’essere come genere sommo avrebbe racchiuso tutti gli enti in un'unica categoria senza escluderne alcuno.

I diversi generi di enti sono designati da differenti PREDICATI. Ad esempio Uomo Animale Vivente sono predicati di natura crescente designanti sostanze. La categoria( in questo caso la sostanza) rappresenta il genere massimo a cui essi appartengono.

Aristotele suddivide la sostanza di due sensi: il senso primario e quello secondario. Al senso secondario appartengono la specie e il genere (per esempio l’uomo in senso generico o l’animale) mentre al senso primario appartiene l’uomo come singolo individuo (per esempio Socrate oppure un individuo chiamato Giovanni)
Quindi le sostanze primarie non sono i predicati ma sono i soggetti espressi dalle sostanze secondarie che ne esprimono la propria natura.

Inoltre per Aristotele la sostanza è la più importante delle categorie. Gli enti che appartengono alle altre categorie non hanno una sussistenza autonoma ma dipendono dalla sostanza. In parole povere la sostanza rappresenta il SOSTRATO in cui si inseriscono le altre categorie. Ed è per questo che le altre categorie si definiscono ACCIDENTI( ciò che accade alla sostanza). Ad esempio l’essere bianco è sempre la qualità di una sostanza che non potrebbe esistere se non ci fosse la sostanza.

Sostanza e mutamento

La filosofia aristotelica cerca di spiegare la struttura delle sostanze e le loro trasformazioni. In questo senso un ruolo fondamentale lo rivestono la teoria delle quattro cause e i concetti atto e potenza. Le quattro cause sono:
1 MATERIA ciò da cui una cosa ha origine o di cui essa è fatta.
2 FORMA è l’insieme delle sue caratteristiche sia morfologiche che funzionali. Ad esempio una casa la forma è rappresentata da tutte quelle caratteristiche che ne fanno un edificio abitabile e che ne rendono possibile l’utilizzo
3 CAUSA EFFICIENTE o MOTRICE ciò che determina l’inizio del cambiamento.
4 CAUSA FINALE ciò in vista di cui avviene il mutamento.
Per Aristotele le 4 cause non sono definite come sommi principi ma esse sono 4 classi di cause ognuna delle quali comprende varie cause con la medesima funzione. Inoltre tutte le cause sono identiche non per numero ma per analogia e quindi tutte le cause stanno in identico rapporto di ciò di cui sono causa( il bronzo è causa materiale della statua mentre il legno è causa materiale del tavolo)

Ogni sostanza è formata dall’unione della materia e della forma. Ogni individuo è un SINOLO ( tutt’uno) cioè un composto dove la forma e la materia costituiscono una REALTA’ UNICA.
Alle quattro cause sono collegati i concetti di POTENZA e ATTO.
La potenza esprime la possibilità di qualcosa di trasformarsi un qualcos’altro.
L’atto traduce 2 nozioni fondamentali della filosofia: l’entelecheia e l’energheia
L’ entelecheia (compiuto) indica la condizione di qualcosa che abbia raggiunto il proprio fine.
L’ energheia (opera) essa significa Attività e in alcuni casi designa il processo dell’attuarsi dell’entelecheia mentre in altri ha funzioni proprie di una sostanza già in atto .Es. Il seme è la pianta in potenza perché ha la possibilità di divenire pianta .La pianta è il seme in atto perché rappresenta la perfetta attuazione(entelecheia) delle potenzialità del seme. Cresciuto l’organismo può svolgere le sue proprie “attività” o “opere”(energheia).

Rispetto la potenza l’atto è primo secondo la sostanza. L’atto è primo rispetto alla conoscenza (non si può conoscere la potenza se non si conosce l’atto), è primo anche rispetto al tempo (un individuo adulto precede cronologicamente la generazione di un altro individuo).
Esistono delle corrispondenze tra la nozione di materia e quella di potenza. La potenza può essere pensata come potenziale capacità di assumere una determinata forma( i mattoni, materia della casa, concepiti come casa in potenza)
Analoghe conclusioni si possono avere riguardo le nozioni di Atto quelle di forma e causa finale.
Una forma puo' essere pensata come atto delle potenzialità di una certa materia atto che coincide con il raggiungimento di un fine(la pianta adulta rappresenta sia la forma del seme e sia la completa realizzazione delle potenzialità del seme)
Infine la coppia Materia-Forma serve a rendere meglio la struttura di qualcosa mentre la coppia Atto-Potenza invece è piu idonea a spiegare le trasformazioni.

La sostanza è tutt’uno tra materia e forma e Aristotele cerca di spiegare quale di queste due accezioni di sostanza sia quella primaria. Egli avanza l’ipotesi che come sostanza si deve intendere la FORMA.


Il vivente e l’anima(135-138)
Lo studio condotto da Aristotele riguardante gli esseri viventi ha una grande importanza perché con le sue informazioni raccolte è stato una dei padri della zoologia scientifica.
Nell’ Historia Animalium ci sono tantissimi dati riguardanti le forme di vita animale provenienti da fonti che non sono di Aristotele ma di cacciatori pescatori e allevatori.

Queste ricerche zoologiche portano Aristotele a fermarsi sul concetto di specie che è qualcosa che si può dire che esiste. Il numero degli individui che costituiscono la specie rimane identico con le varie generazioni. Il nucleo di realtà si identifica con la forma (il concetto di specie significa anche forma) e la FORMA corrisponde a quel principio secondo il quale noi definiamo che un corpo corrisponde ad un Uomo e non a un Cane. Con la forma intesa come specie si identifica poi la causa finale. Ciò sottintende che ogni specie ha un proprio fine in se stessa.

Anche Aristotele da una netta importanza al ruolo dell’anima. Per lui l’anima è il principio vitale di ogni organismo e nega l’esistenza dell’anima senza il corpo. Aristotele riscontra 3 facoltà dell’anima corrispondenti ai diversi organismi: nutritiva,sensitiva e razionale. La prima è propria di tutti gli esseri viventi mentre le altre 2 appartengono agli animale e all’uomo.
La funzione nutritiva è caratteristica di tutti gli esseri viventi che sono tutti capaci di alimentarsi e riprodursi (i vegetali). Le specie superiori come gli animali sono caratterizzati anche dall’anima sensitiva mentre l’uomo detiene la facoltà razionale.

Infine per Platone la conoscenza sensibile e quella razionale a differenza di Platone sono unite in quanto se non si percepisse nulla con i sensi non si potrebbe comprendere nulla.

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