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Concetti Chiave

  • La dottrina della sostanza prima di Aristotele pone i concreti individui come sostanze pienamente esistenti, in contrasto con le idee astratte di Platone.
  • Le sostanze seconde fungono da predicati che esprimono l'essenza di un soggetto, chiarendo la sua natura attraverso l'uso di affermazioni specifiche.
  • Aristotele considera la sostanza la categoria principale, poiché le altre categorie dipendono da essa per la loro esistenza e significato.
  • Le sostanze prime sono i soggetti delle proposizioni, mentre gli accidenti rappresentano le proprietà che descrivono queste sostanze.
  • Il rapporto ontologico tra sostanza e accidenti si riflette anche nella struttura linguistica, dove le sostanze sono il fulcro delle affermazioni.

Qual è la dottrina della sostanza prima?

La dottrina della sostanza prima, che fa del concreto individuo la sostanza nel senso più proprio (o primo, appunto), rappresenta uno dei tratti del pensiero di Aristotele che più marcatamente lo distingue da Platone e, in particolare, dalla teoria delle idee. Secondo Platone, infatti, esistono in senso proprio solo le idee astratte (corrispondenti alle sostanze seconde di Aristotele); per lui, le cose concrete che incontriamo nell'esperienza sensibile — per Aristotele sostanze prime, pienamente esistenti — hanno minore spessore ontologico, in quanto copie delle idee.

Il ruolo delle sostanze seconde

Sul piano linguistico, le sostanze seconde sono predicati, che esprimono la natura o l'essenza di un soggetto appartenente alla categoria di sostanza: esse rendono esplicito, come dice Aristotele, il "che cos'è" di tale sostanza. Secondo la dottrina delle categorie, le sostanze prime non sono mai predicati, piuttosto sono solo i soggetti di cui le sostanze seconde esprimono, come predicati, la natura o l'essenza o il "che cos'è" (Socrate è un uomo). Quanto alle sostanze seconde, esse possono fungere sia da soggetto (l'uomo è un animale), sia da predicato (l'uomo è un animale).

Importanza delle categorie

Come abbiamo già anticipato la sostanza è, per Aristotele la più importante delle categorie. Infatti gli enti che appartengono alle rimanenti categorie (quantità, qualità, relazione, ecc.) non hanno sussistenza autonoma, ma dipendono dalle sostanze; in altre parole, le sostanze rappresentano il sostrato cui ineriscono le altre categorie, il sostegno che le sorregge. Per questo, le rimanenti categorie vengono complessivamente definite accidenti (letteralmente "ciò che accade alla sostanza"). Per esempio, l'essere bianco (qualità, accidente) è sempre la proprietà di una sostanza: di un uomo, di un gatto. Il bianco non potrebbe esistere se non come proprietà di una sostanza.

Rapporto tra sostanza e accidenti

Il rapporto che si istituisce, sul piano ontologico, tra la sostanza-sostrato e gli accidenti ha un corrispettivo sul piano linguistico: le sostanze, in particolare le sostanze prime, rappresentano infatti i soggetti, di cui i predicati appartenenti alle rimanenti categorie esprimono certe proprietà (qualità, dimensioni, collocazione ecc.). Alla centralità ontologica della sostanza corrisponde la funzione centrale del soggetto nella proposizione.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza principale tra la dottrina della sostanza prima di Aristotele e la teoria delle idee di Platone?
  2. La dottrina della sostanza prima di Aristotele considera i concreti individui come sostanze pienamente esistenti, mentre Platone sostiene che solo le idee astratte hanno un'esistenza ontologica autentica, relegando le cose concrete a mere copie delle idee (come indicato nel testo).

  3. Qual è il ruolo delle sostanze seconde secondo Aristotele?
  4. Le sostanze seconde sono predicati che esprimono la natura o l'essenza di un soggetto appartenente alla categoria di sostanza, chiarendo il "che cos'è" di tale sostanza (come spiegato nel testo).

  5. Perché le sostanze sono considerate la categoria più importante da Aristotele?
  6. Le sostanze sono fondamentali perché rappresentano il sostrato delle altre categorie, che non hanno sussistenza autonoma e sono definite accidenti, ossia ciò che accade alla sostanza (come evidenziato nel testo).

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