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Sensazione


L’epicureismo fonda i concetti della sua morale basandosi su una precisa visione antropologia, che a sua volta si accorda con il quadro complessivo di visione del mondo della fisica atomistica e universalista di Epicuro. Quindi la sua visione teorica non abbandona mai la dimensione della sensazione, non si propone mai alcun criterio di conoscenza diverso, che esuli dalla percezione sensibile dei nostri sensi poi rielaborata dal nostro intelletto. Ma allo stesso tempo non è un riduzionismo sensista, la sua prospettiva teorica e teoretica non si ferma soltanto ad essa, ma ne va oltre arrivando a considerare la sua ripercussione morale, spirituale e fisiologica sulla vita dell'individuo. La riflessione sulla sensazione di piacere fornisce le basi di un’arte del vivere (morale) e di un’arte del pensare (filosofia), e dalla loro unione fornisce la saggezza (phronesis). Da questa riflessione sul piacere, emerge quella che è la dottrina delle tre forme essenziali di piacere, così come dunque di dolore, per contrasto. I piaceri del gusto, legati al nutrimento; i piaceri di Venere; i piaceri dell’udito e della vista, dei sensi con cui posso ascoltare e contemplare, legati alla dimensione estetica dell’arte. Sviluppando questa trilogia di piaceri abbiamo il discorso morale di Epicuro.
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