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Il piacere del nutrimento, e dolore per la sua assenza


Per Epicuro non bisogna mai separare i piaceri della vita dai bisogni della vita, e il bisogno fondamentale per l’uomo è quello di nutrirsi. Così come appunto il dolore primo e più naturale p quello per fame o, rovesciato, per eccesso di nutrimento. Soltanto tramite una visione astratta la conservazione della vita rientra nell’ordine dei doveri; ma invece essa rientra nell’ordine dei piaceri. Una concezione astratta e idealistica separa l’uomo dalla sua vita concreta e fisica. Il fondamento più solido è l’affidamento ai bisogni naturali, per trovare in essi la fonte e regola dei nostri piaceri ed evitare i nostri dolori.

Il piacere estetico delle cose belle, e il dolore per la loro assenza


Il piacere per l’arte musicale, grazie all’udito, per l’arte figurativa, grazie alla vista. È il piacere che ha come prima causa un oggetto contemplato. Un’opera d’arte è sempre un oggetto di piacere, che è l’unico modo per conoscerla. Il pensiero non diventa tale se non nella misura in cui è anche sensazione. Tutto ciò che possiamo affermare di un’opera d’arte e di ciò che essa rappresenta lo possiamo dire solo a condizione di non separarla dalla sua evidenza sentita. E questo è un piacere dalla pretesa universale, valido per tutti coloro che sono capaci di godere, ed è il fondamento dell’amicizia.
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