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Epicuro preilluminista

La filosofia come viene concepita da Epicuro, non è che un portentoso farmaco contro le condizioni umane dell’infelicità e il dolore, e le loro molteplici forme per come si presentano durante il corso della nostra esistenza terrena di esseri finiti. Per Epicuro, ciò che più di ogni altra cosa ci sconvolge nella vita, è solamente il turbamento che deriva dalla nostra ignoranza. Non temiamo il dolore e la morte, siamo terrorizzati da ciò che appare come imperscrutabile volere degli dei, e dall’imprevedibile direzione che può assumere il nostro destino. Il miglior modo per scacciare tutte queste paure sta per Epicuro nel mostrarne l’infondatezza tramite rigorosa analisi razionale. Epicuro assume una funzione preilluministica di distruzione dei pregiudizi, superstizioni, dei residui mitici che sbarrano la via che porta alla verità e con essa anche alla felicità. In quest’ottica l’invito che Epicuro rivolge al discepolo Meneceo può essere letto come un invito rivolto a tutti noi. Felicità che sarebbe facilmente raggiungibile, se solo non si frapponessero mille paure, che solo la filosofia può scardinare. Una volta compiuta questa operazione e guadagnato uno stato di atarassia, ci si può proclamare felici, a patto che accanto all’animo si abbia anche il corpo privo di dolore.

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