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EPICURO E DEMOCRITO

Secondo la filosofia di Democrito la materia è costituita da numerosi atomi che aggregandosi tra loro danno origine a tutte le cose. La filosofia di Democrito ha influenzato anche il pensiero di Epicuro. Democrito indicava come caratteristiche dell’atomo la forma, la grandezza e la posizione; Epicuro invece indica come caratteristiche la forma, la grandezza e il peso. Sia Democrito che Epicuro ritengono l’atomo non direttamente visibile, ma solo “colto”, in quanto se ne avverte l’esistenza, dall’intelligenza dell’uomo. Per Democrito le forme degli atomi variano all’infinito: vi sono forme cubiche, sferiche, cilindriche e tante alte; per Epicuro le forme sono numerose ma non possono essere infinite perché altrimenti gli atomi si darebbero infinite possibilità di combinazioni e la natura presenterebbe così un infinito numero di irregolari varianti: nella natura c’è invece un ordine che ci è attestato dai nostri organi di senso. Per Democrito la grandezza degli atomi è variabile ed infinita nel senso che vi sono atomi infinitamente più piccoli e atomi infinitamente più grandi; per Epicuro la grandezza degli atomi non è infinita, poiché altrimenti bisognerebbe ammettere l’esistenza di atomi visibili mentre invece si sa che l’atomo è avvertito dall’intelligenza umana e non è visibile. Per Democrito la terza caratteristica degli atomi è la posizione: le posizioni degli atomi nello spazio vuoto variano all’infinito; per Epicuro la terza caratteristica è il peso. Epicuro afferma, in accordo con Democrito, che il movimento degli atomi non ha mai avuto origine e che l’atomo ha in sé stesso la causa del movimento senza intervento di forze soprannaturali; Epicuro precisa che la causa del movimento degli atomi è il peso che trascina gli atomi dall’alto verso il basso, in linea retta, quasi come la pioggia e alla medesima velocità. Si crea però un problema: se gli atomi cadono nel vuoto lungo rette parallele e ad uguale velocità come possono avvenire gli incontri-scontri che danno luogo agli aggregati corporei dai quali si sono formati il mondo e le cose in esso contenute? Per Democrito il problema non sussisteva in quanto gli atomi avevano un movimento vorticoso che dava origine a continue aggregazioni corporee; Epicuro risolve il problema introducendo nel movimento degli atomi la possibilità di una deviazione(in latino “clinamen”). Il clinamen non compare come termine negli scritti di Epicuro pervenutici ma è attestato da più fonti attendibili quali Lucrezio, Cicerone, Plutarco e Diogene Laerzio. Si tratta di uno dei concetti più discussi della dottrina epicurea esposto sin dall’inizio ad attacchi degli oppositori: qual è la ragione straordinaria che provoca la deviazione dell’atomo? Cicerone si chiede con ironia se gli atomi sorteggiano quale di loro debba deviare e quale no. Il clinamen che è una deviazione casuale degli atomi nella loro traiettoria, consente non solo di spiegare la formazione degli aggregati corporei, ma anche la possibilità di libertà e di autonomia dell’agire umano. L’uomo, che è un aggregato di atomi che liberamente si aggregano, è libero nel suo agire. Epicuro vuole in questo modo liberare l’uomo dal timore di essere vittima di forze misteriose presenti nell’universo.

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