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Concetti Chiave

  • Eraclito sostiene che la realtà è in continuo divenire, con il fuoco come archè simbolo di trasformazione e opposizione necessaria per la vita.
  • Parmenide distingue tra il sentiero della verità, che porta alla conoscenza autentica, e quello dell’opinione, che si basa sulle percezioni sensoriali e sull'apparenza.
  • L'essere, secondo Parmenide, è ingenerato, imperituro, eterno, immobile e unico, contrapposto al non essere che non può esistere.
  • Democrito introduce l'atomismo, affermando che l'universo è composto da atomi eterni e immutabili, e che la realtà è spiegata attraverso il loro movimento.
  • La conoscenza, per Democrito, si divide in conoscenza ingenua, basata sui sensi, e genuina, basata sulla ragione, senza un fine morale prestabilito.

Indice

  1. Qual è il pensiero di Eraclito?
  2. Parmenide e la verità
  3. Democrito e l'atomismo

Qual è il pensiero di Eraclito?

Alla base del suo pensiero filosofico ci sono i svegli e i dormienti. I svegli sono coloro che colgono la realtà chiamata pantha rei, che significa “tutto scorre”. La forma dell’essere è il divenire, poiché ogni cosa è soggetta al tempo e alla trasformazione. I dormienti invece sono coloro che si basano sull’apparenza e sull’opinione comune che è fonte di errore. Per Eraclito l’archè è il fuoco, ovvero l’elemento mobile e distruttore per eccellenza, che simboleggia la visione eraclitea del cosmo come energia in continua trasformazione. Secondo lui alla base c’è il principio di rarefazione e condensazione (fuoco, pietra, acqua e aria). Eraclito ritiene che la lotta tra gli opposti è necessaria perché senza di essa non ci sarebbe la vita. Ogni elemento richiama il suo contrario, ed esiste in relazione ad esso. Non possono stare l’uno senza l’altro. Definisce la legge della relazione degli opposti con il termine logos, ragione. Il logos è il principio fisico che costituisce le cose e la legge universale che le governa, è una realtà divina e eterna che dice che ogni elemento richiama il suo contrario.

Parmenide e la verità

Parmenide nato a Elea visse in un periodo compreso tra il 550 e 450 a.C.

Fu il fondatore della scuola eleatica. Anch’egli come Eraclito dimostra un atteggiamento aristocratico nei confronti del sapere. Questo si evince dal suo pensiero, secondo cui di fronte all’uomo si aprono due vie:

1) il sentiero della verità (alethaia) basato sulla ragione, ci porta a conoscere il vero;

2) il sentiero dell’opinione (doxa) basato sui sensi che ci portano a conoscere l’essere apparente.

Parmenide scrisse un opera in versi intitolata “Sulla Natura” in cui racconta del suo viaggio di iniziazione. Parmenide è un prescelto,non è una persona comune. Viene scelto per scoprire la verità. E’ accompagnato dalle figlie del sole che lo aiutano a scegliere tra la via della verità e la via dell’opinione. In seguito arriva alle porte del sole dove la dea della giustizia, verifica se il suo animo è puro e gli permetterà di accedere alla verità. Secondo Parmenide la verità ci dice che l’essere è e non può non essere, il non essere non è e non può essere. Parmenide ricava una serie di attributi dell’essere vero e autentico. L’essere è:

-ingenerato, se qualcosa nasce vuol dire che prima non era e ciò non è possibile;

-imperituro, cioè non può morire, se così fosse vuol dire che non sarebbe più e ciò non è possibile;

-eterno presente, non è soggetto al tempo, se ci fosse il passato vuol dire che non è più , se ci fosse il futuro vuol dire che l’essere non è ancora;

-immobile, perché il movimento implica un cambiamento di stato, quindi il non essere;

-immutabile, perché il divenire implica il non essere. Va contro la teoria di Eraclito;

-unico, perché la molteplicità implica la diversità, quindi il non essere;

-pieno, se non lo fosse ci sarebbero spazi vuoti che implicano il non essere;

-omogeneo, l’essere eterogeneo implica la diversità, quindi il non essere;

-finito, in quanto perfetto.

La tesi di Parmenide secondo la quale l’essere è e il nulla non è presuppone la validità di due principi logici:

-il principio di identità per il quale ogni cosa è uguale a se stessa a=a;

-il principio di non contraddizione, per il quale è impossibile che una stessa cosa sia e nello stesso tempo non sia ciò che è.

Parmenide individua tre vie:

1. La via dell’assoluta verità (che dice solo l’essere);

2. La via dell’opinione ingannevole (la doxa che dice anche il non essere)

3. La via dell’opinione plausibile, che offre una spiegazione verosimile della realtà percepita con i sensi, ogni contraddizione e mutamento non è altro che aspetto o manifestazione di un’unica realtà.

Democrito e l'atomismo

Democrito di Abdera nacque intorno al 460-459 a.C. E’ considerato un fisico pluralista: un fisico perché si occupa dell’origine della natura e un pluralista perché individua molteplici archè. Tenta di conciliare il pensiero di Eraclito e Parmenide. Da Zenone (allievo di Parmenide) critica la possibilità di dividere all’infinito la materia, perché a forza di dividere la materia la realtà si dissolverebbe nel nulla e quindi dalla materia si passerebbe alla non-materia da cui non può nascere nulla. Da Eraclito ammette l’infinito, la molteplicità e il non essere. Democrito è stato un filosofo atomista, cioè pensava che l’universo fosse costituito dagli atomi. Per lui l’archè sono appunto gli atomi. L’atomismo si metteva problemi sulla natura,ma anche sulla morale , sulla storia e sul linguaggio. Gli atomi hanno alcune caratteristiche: eterni, perfetti, pieni, immutabili, singolarmente finiti, mobili, molteplici, numericamente infiniti, differenti quantitativamente l’uno dall’altro e quantitativamente identici. Si distinguono per forma, grandezza, ordine e posizione. L’essere è considerato pieno, il non essere vuoto. Il pieno è la materia, il vuoto è l spazio n cui essa si muove. Il divenire è frutto dell’aggregazione e disgregazione degli atomi, unendosi tra loro danno origine a ciò che noi chiamiamo nascita e disunendosi provocano ciò che noi chiamiamo morte, determinando così la diversità e il mutamento. In tal modo, in natura nulla si crea e si distrugge veramente, ma si trasforma. Gli atomi sono simili alle lettere dell’alfabeto, che differiscono tra loro per la forma e danno luogo a parole e discorsi diversi a seconda di come si dispongono e si combinano. Gli atomi sono dotati di un movimento vorticoso, che fa sì che gli atomi più pesanti si collochino al centro e quelli più leggeri alla periferia, d questo movimento nascono tutti gli elementi presenti in natura. Ci sono diversi tipi di visione della realtà:

-meccanicistica: la realtà è vista come un insieme di ingranaggi dotati di un movimento tra loro collegati da rapporti di causa/effetto;

-materialistica: non esiste nessuna entità spirituale, tutto è fatto di atomi, anche la nostra anima;

-atea: tutto si spiega attraverso il movimento degli atomi, non c’è nessun principio spirituale che dia origine alla realtà.

Democrito non condivide il finalismo secondo cui tutto avviene in vista di un fine considerato buono e desiderabile. Il filosofo elabora una teoria della conoscenza. Distingue la coscienza in:

-conoscenza ingenua: conoscenza sensibile, superficiale

-conoscenza genuina: conoscenza razionale, che avviene attraverso la ragione.

Il momento conoscitivo avviene in 3 momenti:

1. Conoscenza sensibile: si attesta ciò che viene percepito dai sensi;

2. Conoscenza razionale: si elaborano attraverso l’intelletto i dati sensibili;

3. Conoscenza razionale: elaborazione di una teoria, che spiega il perché e il come delle cose e non il fine.

L’anima è fatta di atomi ignoti, sottili, mobili. La sensazione è l’insieme di reflussi di atomi che si staccano dagli oggetti e colpiscono i nostri sensi. Non entriamo in contatto diretto con gli oggetti ma con un immagine di essi. Le qualità soggettive dei corpi si colgono attraverso i sensi. Non appartengono ai corpi ma sono legate al nostro modo di percepire la realtà (es. odori, sapori, colori). Le qualità oggettive si colgono attraverso l’intelletto e sono proprie dei corpi (es. grandezza, forma, posizione, ordine). L’etica studia quale comportamento tenere per il raggiungimento della felicità. La felicità non si identifica con fama, denaro e potere, ma con la conoscenza e l’uso della ragione che è propria di tutti gli uomini.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto centrale del pensiero di Eraclito?
  2. Il concetto centrale del pensiero di Eraclito è che "tutto scorre" (pantha rei), evidenziando che la realtà è in continua trasformazione e che la lotta tra opposti è necessaria per la vita.

  3. Quali sono le due vie che Parmenide propone per conoscere la verità?
  4. Parmenide propone due vie: il sentiero della verità (alethaia), che si basa sulla ragione e conduce alla conoscenza del vero, e il sentiero dell’opinione (doxa), che si basa sui sensi e porta a conoscere l’essere apparente.

  5. Quali attributi caratterizzano l'essere secondo Parmenide?
  6. Secondo Parmenide, l'essere è ingenerato, imperituro, eterno presente, immobile, immutabile, unico, pieno, omogeneo e finito, contraddicendo così la teoria del divenire di Eraclito.

  7. Qual è la visione dell'universo secondo Democrito?
  8. Democrito sostiene che l'universo è costituito da atomi, che sono eterni, perfetti e immutabili, e che il divenire è il risultato dell'aggregazione e disgregazione di questi atomi, senza creazione o distruzione reale.

  9. Come Democrito distingue tra conoscenza ingenua e genuina?
  10. Democrito distingue la conoscenza ingenua come quella sensibile e superficiale, mentre la conoscenza genuina è quella razionale, che avviene attraverso l'elaborazione dei dati sensibili e la formulazione di teorie esplicative.

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