Mongo95 di Mongo95
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Per Epicuro la realtà è perfettamente penetrabile e conoscibile per la conoscenza dell’uomo, non esiste alcun elemento del reale che sia del tutto inconoscibile. La sua fisica è essenzialista, tutto si riduce ad essere forma di diversa aggregazione di atomi, essenzialmente. Si può quindi parlare di una forma di ottimismo gnoseologico. Nella dimensione del reale, è possibile dunque immaginare uno spazio per la fisicità ed il piacere dell’uomo, che sono quindi raggiungibili e ottenibili nella nostra stessa vita. Quindi Epicuro è un ottimista esistenziale. La felicità e il piacere sono ridotti a stato di mancanza di dolore, di turbamenti, una situazione di pace nello spirito e nel corpo fisico. È dunque una definizione in negativo, un’assenza di. La strada per raggiunge il piacere è l’autarchia antropologica. Si raggiunge solo con le proprie forze, da se stessi, vano è l’aiuto degli dei o degli esseri umani perché se l’itinerario dovesse dipendere da qualcun altro, nascerebbe la logica della dipendenza, che è dolorosa in quanto frustrante. Per raggiunge la felicità all’uomo non serve la città, la politica, le istituzioni, lo status sociale, la ricchezza. L’uomo deve dunque anche essere autonomo. Se dipendesse da queste cose, si innescherebbe ancora un processo di dipendenza.

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