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Due generazioni sofistiche


È convinzione largamente diffusa tra gli storci che una lettura unitaria del movimento sofistico non sia possibile, tante sono le differenze di posizione presenti al suo interno. Ma, in particolare, si nega che vi sia una filosofia comune ai Sofisti, potendosi ritrovare apporti diversi che provengono da Eraclito, Zenone e d Parmenide. Anzi vi è chi nega si possa parla dei Sofisti come filosofi. Comunque, afferma alcuni, nello sviluppo della Sofistica posso essere individuati due diversi momenti, lega due periodi della storia ateniese: quello c corrisponde all’apogeo della democrazia quello che segue alla sconfitta di Atene nel guerra con Sparta.
Della Sofistica antica i maggiori rappresenti sono Protagora e Gorgia, mentre alla Sofistica della seconda generazione fa capo un gruppo di esponenti di minore spicco e di orientamento diverso, tendenti a radicalizzare alcuni aspetti e impostazioni delle dottrine dei primi Sofisti.

• La Sofistica antica ha, come progetto fondamentale, quello della formazione dei cittadini: è strettamente collegata alla democrazia della polis e alla possibilità, per ciascuno, di partecipare direttamente alla vita politica; quindi educa gli uomini “nel quadro dello Stato”.

• La nuova Sofistica, invece, tende a formarli “contro la tradizione civica” (Chatelet). Fra l’una e l’altra fase c’è Io sconvolgimento prodotto dalla sconfitta di Atene nella guerra del Peloponneso. In politica, nella seconda fase, non si tratta di salvare lo Stato ma di affermare o conservare interessi di individui o di classi. Se già nella prima Sofistica vi era l’affermazione del valore dell’individualità, nella nuova si ha una affermazione esasperata dell’individualismo, senza o contro lo Stato, tanto che si è potuto parlare di una sua caratterizzazione anarchica”.

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