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MOVIMENTO SOFISTICO

Fra il culmine della civiltà ateniese e i primi sintomi della decadenza si pone il movimento sofistico, costituito da figure diverse che si presentano come maestri di saggezza all'interno delle città greche. Offrono il loro insegnamento ai giovani delle famiglie nobili, grazie ai quali questi possono accedere a qualunque tipo di sapienza. E' proprio dalle domande poste dai sofisti che nasce la riflessione di Socrate, Platone, Aristotele.
Il movimento sofistico può essere etichettato come "FILOSOFIA DELLA CRISI" non solo perchè rispecchia un momento di rapida trasformazione socioculturale del mondo greco, ma anche perchè in essa si presentano difficoltà e contraddizioni accumulate nei secoli all'interno della tradizione filosofica. Si tratta di non tanto di una crisi di singoli individui, quanto di turbamenti culturali della società e si presenta su tre livelli:
1. CRISI A LIVELLO CONOSCITIVO scaturisce dal RELATIVISMO CONOSCITIVO. nel pensiero sofistico si afferma la relativita' della verita': esistono tante verita' quanti sono gli individui che conoscono e quindi la verita è relativa al soggetto che enuncia il giudizio. La crisi è data dalla situazione di dubbio. L'effetto negativo che si viene a creare nasce perche' non c'è nessun metro per stabilire quale verita' sia la piu' giusta. Diventa dunque possibile asserire qualsiasi cosa e impossibile discriminare i discorsi veri da quelli falsi.

2. CRISI A LIVELLO ETICO scaturisce dal RELAVITISMO ETICO: l'etica riguarda l'agire che è generalmente motivato a partire da un bene e non da una verita'. Il relativismo etico è causato dal fatto che esistono tante verita' quanti sono i soggetti dell'agire della condotta umana. La crisi è data dalla mancanza di un metro per capire quale agire sia giusto e quale sbagliato.
3. CRISI A LIVELLO POLITICO scaturisce dal RELATIVISMO POLITICO: la politica ha a che vedere con la giustizia e riguarda l'agire non individuale ma quello collettivo. La crisi nasce dall'assenza di un metro per capire quali condotte siano piu' giuste.
Il mondo dei sofisti è il mondo delle poleis, quello delle tecniche, del professioni e del dibattito politico, in cui nuovi valori e modi di convivenza vengono inventati a prtire da un confronto. La vita della poleis in questo periodo si apre a forme di partecipazione politica più estese, si creano quindi opinioni contrastanti che portano ad un relativismo. Non a caso i sofisti si pongono nei confronti dei giovani anche come maestri dell'arte politica, insegnano a formulare discorsi da presentare poi nelle assemblee. I sofisti utilizzano e trasmettono il METODO DEI DISCORSI DOPPI o CONTRAPPOSTI, nel quale si sostengono due tesi opposte, dimostrandole entrambe vere, sfrutta le capacità persuasive dell'oratore.
PROTAGORA
Ciò che i sofisti indagano è il rapporto tra la conoscenza e la verità. Al tema della verità dedica un'opera Protagora, il sofista di Abdera. La novità che lui introduce è lo stretto rapporto tra verità ed esperienza. Innanzitutto la verità va ricercata nel contesto della poleis, dei dibattiti e dei rapporti politici ed educativi. In secondo luogo la verità non può essere concepita come valore assoluto, unico per tutti, ma risulta relativa alla prospettiva e al campo di attività dei diversi soggetti (questo ci riconduce al relativismo).
L'UOMO E' MISURA DI TUTTE LE COSE pag. 187
Secondo la testimonianza di sesto Empirico Protagora fa un'affermazione che verrà poi ripresa da Platone nel Teeteto: "l'uomo è misura di tutte le cose". L'uomo diventa il metro di giudizio della conoscenza come dell'azione, artefice della propria esperienza e capace di dominare la natura attraverso la tecnica. Significa che le cose sono o non sono soltanto in relazione all'esperienza che se ne fa. Il sofista Protagora riprende il relativismo in quanto non si può parlare di verità assoluta, ma di una relativa, che varia a seconda dei soggetti, l'unico criterio accertabile per valutarla è dato dagli strumenti intellettuali che l'uomo possiede. Questa tesi generale risulta fondata nella sua concezione della materia e del soggetto umano: la materia fluisce in perenne mutamento, anche l'uomo è un continuo trasformarsi di stati e sensazioni. La conoscenza si genera dall'incontro tra il modo di porsi del soggetto umano e le proprietà insite nella materia: alcune di queste vengono percepite da alcuni individui, altre da altri a seconda a seconda delle condizioni in cui esse si trovano.
Un'altra famosa affermazione è: "riguardo agli dei, non ho la possibilità di accertare nè che sono, nè che non sono, opponendosi a ciò molte cose: l'oscurità dell'argomento e la brevità della vita umana". Protagora rinnova l'antico legame tra uomo e divinità, il suo discorso parte dall'uomo e dell'uomo fa il centro permanente del suo pensiero. L'uomo non può conoscere tutto ma solo quello che cade nell'orizzonte della sua percezione e della sua azione. Si spezza così il legame con gli dei: l'uomo non può avere esperienza del divino perchè non rientra nelle sue possibilità conoscitive.
LA VERITA' E' LA PIU' UTILE TRA LE OPINIONI pag. 189 e IL DIALOGO PLATONICO TRA SOCRATE E PROTAGORA
Nel dialogo Teeteto, dedicato al problema della conoscenza, interviene Platone. Con Socrate si ha uno spostamento dell'indagine dalla natura all'uomo, per questo i filosofi a lui precedenti vengono chiamati pre socratici. I sofisti si interrogano sulla verità, sul bene, sulla giustizia, l'indagine si trasferisce quindi dall'ambito della fiusis a quello della poleis.
1. Similitudine di tipo medico, sia il malato sia il sano dicono la verità, anche se uno sente il cibo dolce l'altro amaro. Protagora propone una gerarchie delle verità per cui ciò che sente il sano deve serre considerato maggiormente.
2. Similitudine sull'educazione, il medico cura con le medicine così come il sofista cura con i discorsi, il linguaggio è lo strumento di trasformazione della conoscenza. Non c'è differenza di verità, ma di utilità.
3. Similitudie sugli agricoltori, è un esempio riferito all'arte politica ricondotta a semplice oratoria. Così come gli agricoltori cercano di trasformare le sensazioni dannose delle piante malate in sensazioni positive così i sapienti cercano di far apparire alla città più giuste le cose onoste di quelle disoneste.
4. Similitudine sul politico
ANTILOGIE
Qui ritorna il tema del relativismo sofistico e dell'importanza della capacità oratoria, Protagora afferma che "intorno ad ogni esperienza, vi sono due logoi in contrasto tra di loro" cioè che partendo da prospettive opposte è possibile sostenere di una stessa realtà due tesi tra loro contraddittorie, senza poter decidere razionalmente della verità dell'una o dell'altra.
LOGICA Protagora enuncia così il METODO DEI DISCORSI DOPPI, nel quale si sostengono due tesi opposte, dimostrandole entrambe vere, sfrutta le capacità persuasive dell'oratore. Mostra il divario fra logos e realtà: questa rimane oscura e inafferrabile davanti ai discorsi degli uomini, che vorrebbero coglierne la natura profonda, ma possono riprodurre solo la sua ambiguità. L'uomo non può stabilire il contenuto di verità dei discorsi, ma può giudicarne la validità, in base al loro grado di utilità.
GNOSEOLOGIA (TEORIA DELLA CONOSCENZA)
Non si può parlare di verità assoluta, ma di una relativa, che varia a seconda dei soggetti. L'esperienza è relativa ai singoli uomini e pertanto non si può affermare che un individuo abbia opinioni vere o false. Questa tesi generale risulta fondata nella concezione di Protagora della materia e del soggetto umano: la materia fluisce in perenne mutamento, anche l'uomo è un continuo trasformarsi di stati e sensazioni.
Non si deve ritenere che tutte le opinioni abbiano egual valore, nè si può negare che esistano i sapienti. L'unico criterio accertabile per valutare le opinioni è dato dagli strumenti intellettuali che l'uomo possiede e la maggiore o minore utilità di un'opinione. Per lui una cosa è la verità una cosa è la sapienza: avere la verità non significa essere sapienti. Sapiente è invece colui che riesce a capire il punto di vista del suo interlocutore e a farlo mutare.
ONTOLOGIA (STUDIO DELL'ESSERE IN QUANTO TALE E DELLE SUE CATEGORIE) E' caratterizzato dalla stessa ontologia eraclitea, secondo cui la materia è fluida, ovvero in perenne mutamento.
GORGIA
Sofista siciliano più radicale di Protagora.
ONTOLOGIA (STUDIO DELL'ESSERE IN QUANTO TALE E DELLE SUE CATEGORIE) la mira di Gorgia non è proporre un'ontologia del nulla, come definito dal nichilismo (movimento ottocentesco) ma di recidere ogni rapporto tra linguaggio e realtà. Nulla è (nè è vero che esiste l'ente, nè è vero che esiste il non ente, nè è vero che esistono l'ente e il non ente ) modifica il pensiero parmenideo perchè nega l'essere come possibile riferimento del discorso
GNOSEOLOGIA (TEORIA DELLA CONOSCENZA) anche se qualcosa fosse, non sarebbe conoscibile, modifica il pensiero parmenideo perchè nega la capacità del logos di conoscere la realtà
LOGICA anche se fosse conoscibile, non sarebbe comunicabile, modifica il pensiero parmenideo perchè nega che il logos possa comunicare qualcosa. Questa proposizione mira a recidere qualsiasi rapporto tra linguaggio e realtà, sia realtà esistente sia realtà conosciuta dal soggetto
PARS DESTRUENS: INTORNO AL NON ENTE O DELLA NATURA
Gorgia utilizza il METODO DELLA DIMOSTRAZIONE PER ASSURDO di matrice parmenidea o zenoniana portando alle estreme conseguenze la sua applicazione. Il suo metodo dimostrativo sfrutta la confusione e sovrapposizione tra uso predicativo e uso attributivo del verbo essere, giungendo a rovesciare contro Parmenide il metodo di Parmenide stesso. Ma come il metodo è stato rovesciato contro Parmenide, potrebbe ora essere rovesciato anche contro Gorgia, rivelandosi un metodo fallace. Questi metodi dimostrativi non devono essere accettati come validi, in quanto si tratta di SOFISMI.
Utilizzando appunto il procedimento per assurdo Gorgia arriva ad asserire che nessuna conoscenza è possibile e , che , se anche qualcosa fosse e fosse conoscibile, ciò sarebbe incomunicabile. L'argomentazione che usa si basa sulla differenza tra il vedere e l'esprimere con la parola. La parola colpisce l'udito, cattura i suoni, mentre la vista colpisce l'occhio, cattura le immagini. I segni linguistici, cioè le parole di cui si compone il linguaggio, non hanno un rapporto naturale con le cose che essi indicano, quindi non c'è una capacità naturale del suono di generare l'esperienza che esso vuole indicare. Lo stesso vale per i pensieri, anch'essi non comunicabili. Il pensiero che è in una persona non può riprodursi uguale in un'altra persona: ciò che uno pensa è un fenomeno singolare. Anche ammettendo la possibilità di comunicare pensieri, concetti, parole, immagini, non sarebbe possibile perchè le persone sono diverse e non possono elaborare lo stesso pensiero. Inoltre ognuno di noi muta con il mutare del tempo e sono mutevoli anche i suoi stati e pensieri, questa è un'altra tesi a favore della non comunicabilità.
PARS COSTRUENS: ENCOMIO DI ELENA
Gorgia sostiene che la persuasione sia molto diversa dalla verità, quello che viene reclamato nell'Encomio di Elena per Elena viene reclamato per ogni persona: IRRESPONSABILITA' MORALE ed ETICA. Secondo il pensiero di Gorgia l'uomo non può essere chiamato a rispondere delle sue azioni perchè in balia di forze superiori alle quali non può opporre resistenza. Indica quattro cause di forza superiori alle quali Elena potrebbe aver ceduto. Tra queste quattro, la terza è proprio il linguaggio che vieni indicato come corpo piccolo e sottile Nell'Encomio Gorgia esalta la forza persuasiva della parola, se uno avesse informazione, cognizione perfetta, la parola non avrebbe capacità di presa su di lui, non potrebbe esercitare il suo potere. In realtà l'uomo, in tutte le dimensioni del tempo, ha una dimensione incerta e per questo la parola può esercitare il suo potere persuasivo. Nella prospettiva di Gorgia, i presocratici e i loro pensieri non sono altro se non una manifestazione della capacità persuasiva della parola. Nella sua opera Gorgia attua una similitudine già presente in Protagora tra l'arte medica e quella sofistica. Elena, se persuasa da parola non è responsabile (conseguenza etica) perchè la parola è una forza a cui non ci si può opporre. Secondo Gorgia la vista è un'attività di tipo passivo che trasmette dei messaggi all'anima e si è preda delle emozioni derivate dall'immagine, che sono come paura, amore...La quarta causa che potrebbe aver portato Elena a cedere è Amore:
se questa è una divinità il dio è la causa e il responsabile
se è una condizione di malattia ed ignoranza, Elena non va incolpata ma biasimata
Non vediamo il linguaggio capace di parlare secondo verità, ma il linguaggio è presentato come signore del mondo, perchè esso crea e distrugge secondo la forza di chi lo utilizza. In definitiva, l'atto di Elena non è una colpa, ma , al massimo, un errore.

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