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Trasferimenti


I trasferimenti sono costituiti dalle somme erogate dalla Pubblica amministrazione a favore di determinate categorie di soggetti, senza alcuna controprestazione. Per il loro carattere gratuito si definiscono anche spese-sussidio.
Hanno lo scopo di incrementare il reddito dei beneficiari per ragioni sociali o economiche (sostenere le fasce di popolazione più deboli o svantaggiate, incentivare determinate attività o settori dell'economia). Si distinguono in trasferimenti alle famiglie (pensioni, indennità, borse di studio, assegni ecc.) e trasferimenti alle imprese e agli enti (contributi, finanziamenti, premi e così via). Fra i trasferimenti agli enti hanno notevole rilevanza i trasferimenti dello Stato a favore degli altri enti pubblici (Regioni, enti locali, enti previdenziali ecc.). Questi trasferimenti sono registrati come spese nel bilancio dello Stato e come entrate nei bilanci dei singoli enti, ma non compaiono nel Conto consolidato perché rimangono interni al settore delle Amministrazioni pubbliche e si elidono a vicenda. Sono trasferimenti correnti quelli che attribuiscono disponibilità immediate di reddito a breve termine; hanno questo carattere la maggior parte dei trasferimenti alle famiglie (pensioni e altre prestazioni sociali in denaro). Sono trasferimenti in conto capitale le erogazioni di contributi a lungo termine che sovvenzionano gli investimenti delle imprese o dei enti. Le spese di trasferimento non rappresentano impiego di risorse materiali o umane da parte del settore pubblico, né danno luogo alla produzione di beni e servizi pubblici. Pertanto, di per sé, non incidono direttamente né sulla domanda globale né sul prodotto interno lordo ma attuano soltanto una redistribuzione della ricchezza fra i cittadini, in quanto attribuiscono ai beneficiari una parte del reddito prelevato mediante l'imposizione fiscale a carico dei contribuenti. Tuttavia, proprio perché aumentano le disponibilità monetarie di vaste categorie di persone, esse influiscono indirettamente sulla domanda incentivando i consumi delle famiglie e gli investimenti delle imprese; se nel mercato vi sono risorse disponibili, possono mettere in moto il meccanismo del moltiplicatore con l'effetto di favorire l'incremento della produzione.
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