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Il debito pubblico

Il debito pubblico si ha quando le entrate non riescono a coprire le spese. Il deficit produce effetti sia per la finanza pubblica che per l’economia nazionale. Per quanto riguarda la finanza pubblica, le somme incassate mediante l’accensione dei prestiti, non rappresentano un’entrata definitiva, perché tali prestiti devono essere restituiti con un rispettivo interesse, ne deriva quindi l’indebitamento che è fronte di nuove spese. Se tale indebitamento ha dimensioni modeste non si hanno particolari problemi, se invece il disavanzo è molto rilevante e duraturo nel tempo, la spesa incide sul bilancio fino a portare il deficit a livelli difficilmente contrattabili. Per quanto riguarda gli effetti sul sistema economico, bisogna osservare che con l’accensione dei prestiti lo stato, raccoglie denaro liquido accantonato precedentemente dai cittadini. Questa forma di intervento agisce direttamente sul mercato dei capitali con conseguenze immediate sul valore della moneta e sui tassi d’interesse. Per evitare gravi conseguenze vengono effettuate delle scelte riguardanti l’entità e le scadenze dei prestiti pubblici. Oltre ai prestiti pubblici ci sono altri due strumenti di cui si serve lo Stato:

1. La dismissione del patrimonio con l’alienazione dei beni patrimoniali.
2. L’imposizione patrimoniale straordinaria.
l’imposizione straordinaria sul patrimonio è una forma di prelievo che incide sulla ricchezza precedentemente accumulata dai cittadini. Si tratta di un’imposta che colpisce il valore patrimoniale dei beni con aliquote cosi elevate che il contribuente non può far fronte soltanto con il proprio reddito ma è costretto ad attingere ai propri risparmi.

Effetti
Sulla distribuzione del reddito:
L’imposta patrimoniale straordinaria colpisce solo chi ha un patrimonio, mentre quella ordinaria grava su tutti coloro che hanno un reddito. Quindi il prelievo modifica in misura maggiore la distribuzione della ricchezza rispetto al patrimonio.
Sul risparmio e sulla produzione:
Quanto agli effetti sulla produzione la reazione dei risparmiatori può essere diversa rispetto a un prelievo continuo di entità modesta o uno di entità notevole. Secondo alcuni la formazione del risparmio e le iniziative produttive sono scoraggiate dalla prospettiva di un’imposizione che graverà sul reddito in modo continuo e duraturo. Secondo altri, i contribuenti non si rendono conto che con l’introduzione di nuove imposte ordinari è collegata con degli oneri del debito pubblico.

Sul mercato dei capitali:
l’applicazione di un’imposta straordinaria implica la necessità di disinvestire i propri capitali per poter far fronte al prelievo.

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