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Indebitamento e debito pubblico

Il debito pubblico è l'ammontare complessivo delle somme di cui lo Stato e gli enti pubblici sono debitori in conseguenza dei prestiti contratti.
In senso più ristretto si considera debito pubblico quello dello Stato; in senso più ampio, il debito dell'intero aggregato delle Amministrazioni pubbliche: è questo il dato preso a riferimento ai fini dei vincoli europei.
Il disavanzo e il debito sono fra loro correlati. Da un lato, evidentemente, la formazione di un disavanzo determina la necessità di accendere nuovi prestiti con la conseguenza di un incremento del volume complessivo del debito. Il debito esistente può costituire di per sé una causa di disavanzo, dovuto all'onere della spesa degli interessi. Quando vi è uno squilibrio nei conti pubblici, quindi, è importante distinguere la parte di disavanzo che è dovuta all'onere degli interessi e la parte che è dovuta alle spese per i normali fini di interesse pubblico, Si definisce disavanzo primario il saldo negativo fra le entrate e le spese al netto degli interessi (cioè il disavanzo che ci sarebbe comunque anche se non esistesse il debito pubblico). Quando l'entità del debito complessivo è notevole, è possibile che vi sia un disavanzo di bilancio anche se le spese per i bisogni pubblici sono pari alle entrate (pareggio primario) o anche se sono inferiori alle entrate (avanzo primario): il disavanzo, in questi casi, è dovuto soltanto alla spesa per gli interessi. Come per il disavanzo, anche per il debito complessivo ci si chiede quale sia il limite sostenibile, ossia il livello oltre il quale si determinano gravi effetti negativi. E, come per il disavanzo, si può osservare che tale limite non è determinabile in assoluto ma va considerato in relazione a vari fattori e, principalmente, in relazione al livello del reddito nazionale. L'incidenza del debito sulla ricchezza nazionale diventa meno gravosa se il prodotto interno lordo cresce con un ritmo sostenuto. Il dato da prendere in considerazione è quindi il rapporto debito/Pil espresso in percentuale.

Il limite oltre il quale l'indebitamento costituisce un grave ostacolo alla stabilità e alla crescita economica è stato individuato dal Trattato di Maastricht nella misura del 60% del prodotto interno lordo. Ai fini della partecipazione all'area della moneta unica europea è ammesso anche un rapporto debito Pil superiore al 60%, ma a condizione che lo Stato adotti tutte le misure necessarie per ridurlo progressivamente, in modo da avvicinarlo al limite con un ritmo adeguato.

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