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Concetti Chiave

  • I costi in economia si classificano in base all'autonomia del soggetto, distinguendo tra costi controllabili e non controllabili.
  • Le tipologie di costo includono costo medio, costo differenziale e costo marginale, ognuno con specifiche definizioni e applicazioni.
  • Le imprese industriali hanno configurazioni di costo come costo primo, costo industriale e costo complessivo, che sommano diverse categorie di spese.
  • In base al volume di produzione, i costi si dividono in fissi, variabili e semifissi, ciascuno con caratteristiche specifiche.
  • I costi possono essere attribuiti come diretti o indiretti, e programmati come tecnici, discrezionali o vincolati, a seconda della loro natura e gestione.

Indice

  1. Classificazione dei costi
  2. Tipologie di costi
  3. Configurazioni di costo industriale
  4. Costi in base al volume
  5. Misurazione dei costi produttivi
  6. Attribuzione dei costi
  7. Programmazione dei costi

Classificazione dei costi

In questo appunto di economia vengono descritti i costi, con descrizione di quali siano i costi in economia, la loro classificazione in base al grado di autonomia del soggetto, in base al loro grado di controllo; esistono anche tipi di costi che non sono controllabili. Si esaminano i costi delle varie tipologie di azienda, come i costi delle aziende commerciali e non solo.

I costi possono essere classificati anche in base al grado di autonomia del soggetto, e pertanto potremo avere:

  1. costi controllabili, in cui il soggetto può decidere il loro ammontare;
  2. costi non controllabili, in cui il soggetto non ha potere decisionale sul loro ammontare.

Tipologie di costi

Il costo medio è il rapporto tra il totale dei costi sostenuti in un certo periodo di tempo per lo svolgimento del processo produttivo e il numero di prodotti ottenuti nello stesso periodo.

Il costo differenziale rappresenta l’incremento del costo che bisogna sostenere all’aumentare della quantità prodotta.

Il costo marginale indica l’aumento del costo per variazioni minime della quantità prodotta.

Configurazioni di costo industriale

Le possibili configurazioni di costo per le imprese industriali sono:

  • costo primo, che è dato dalla somma dei costi speciali imputabili direttamente al prodotto;
  • costo industriale, che si ottiene aggiungendo al costo primo una quota di costi di produzione;
  • costo complessivo, che si ottiene aggiungendo al costo industriale quote di costi di amministrazione e costi commerciali;
  • costo economico-tecnico, che si ottiene aggiungendo al costo complessivo i costi figurativi.

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Le possibili configurazioni di costo per le aziende commerciali sono:

  • costo primo, che rappresenta la somma dei costi di acquisto delle merci, degli imballaggi e della mano d’opera;
  • costo complessivo, che si ottiene aggiungendo al costo primo quote di costi di natura commerciale;
  • costo economico-tecnico, che si ottiene aggiungendo al costo complessivo i costi figurativi.

Costi in base al volume

In base al volume della produzione, i costi possono essere:

  1. costi fissi, che non variano al variare della produzione fino ad un certo livello della stessa (canone);
  2. costi variabili, che variano al variare della produzione (materie prime);
  3. costi semifissi o semivariabili, costituiti da una parte variabile e una parte fissa.

Misurazione dei costi produttivi

Se si vuole misurare in modo oggettivo i fattori produttivi, possiamo distinguere:

  • costi speciali, utilizzati per produrre un oggetto; essi si misurano in maniera oggettiva (5 kg di ferro);
  • costi comuni, che si riferiscono a più oggetti, utilizzati per produrre un determinato bene.

Attribuzione dei costi

In base alla modalità con la quale i costi elementari possono essere attribuiti, distinguiamo:

  • costi diretti, i quali possono essere attribuiti in modo diretto o indiretto per ripartizione;
  • costi indiretti, che sono attribuibili solo in modo diretto per ripartizione.

Programmazione dei costi

Infine, secondo la modalità di programmazione, troviamo:

  • costi tecnici, i quali possono essere determinati in maniera preventiva;
  • costi discrezionali, che sono programmabili soggettivamente dall’azienda in base al loro scopo;
  • costi vincolati, che derivano da decisioni prese nel passato e non possono essere modificati.
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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali categorie di costi in base al grado di controllo del soggetto?
  2. I costi possono essere classificati in controllabili, dove il soggetto può decidere l'ammontare, e non controllabili, dove il soggetto non ha potere decisionale sul loro ammontare.

  3. Come si definisce il costo medio e quale formula si utilizza per calcolarlo?
  4. Il costo medio è il rapporto tra il totale dei costi sostenuti in un certo periodo e il numero di prodotti ottenuti nello stesso periodo.

  5. Quali sono le configurazioni di costo per le imprese industriali?
  6. Le configurazioni di costo per le imprese industriali includono il costo primo, il costo industriale, il costo complessivo e il costo economico-tecnico, ognuno dei quali si ottiene aggiungendo diverse quote di costi.

  7. Come si distinguono i costi in base al volume della produzione?
  8. I costi possono essere classificati in fissi, che non variano con la produzione, variabili, che variano con la produzione, e semifissi o semivariabili, che hanno una parte fissa e una parte variabile.

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