Concetti Chiave
- Il contenuto analizza la storia dello studio del moto dei pianeti, evidenziando il dibattito tra scienza e religione che ha influenzato le teorie nel corso dei secoli.
- Le teorie fondamentali citate includono la teoria geocentrica di Tolomeo, la teoria eliocentrica di Copernico e il sistema ticonico di Tycho Brahe, con le loro differenze significative.
- Le Leggi di Keplero, formulate all'inizio del XVII secolo, offrono una descrizione empirica e semplificata del moto planetario rispetto alle complesse traiettorie circolari precedenti.
- La Prima Legge di Keplero stabilisce che i pianeti seguono orbite ellittiche intorno al Sole, mentre la Seconda Legge descrive la variazione della velocità durante il moto di rivoluzione.
- La Terza Legge di Keplero introduce una relazione costante tra il periodo di rivoluzione di un pianeta e il cubo del semiasse maggiore della sua orbita, gettando le basi per la legge di gravitazione universale di Newton.
In questo appunto di Fisica si enunciano e descrivono le tre leggi di Keplero, con una breve premessa storica sulle precedenti teorie elaborate da parte di molti studiosi e sulle conseguenze di questa teoria.
Lo studio del moto dei pianeti nella storia
Nei millenni lo studio del moto dei pianeti ha sempre costituito un argomento molto dibattuto fra scienza e religione. Varie teorie si sono succedute nel corso dei secoli, spesso collegate e fortemente intrecciate con la religione che ne ha influito sull'evoluzione.Elenchiamo di seguito le teorie fondamentali che si sono evolute fino alle Leggi di Keplero.
- Teoria geocentrica
- Teoria eliocentrica
- Sistema ticonico
La teoria eliocentrica, elaborata dall’astronomo polacco Niccolò Copernico, è totalmente in contrapposizione a quella tolemaica e vede il Sole immobile al centro dell’Universo, mentre la Terra e tutti gli altri pianeti del sistema ruotano intorno ad esso su orbite circolari.
La teoria di Copernico, contraddicendo la Sacra Scrittura la quale vedeva la Terra al centro dell’Universo, provocò una profonda crisi non solo a livello religioso, ma anche nel campo della fisica: la teoria geocentrica spiegava in maniera molto più intuitivo e diretto ciò che l’occhio umano vedeva nella volta celeste.
Le contraddizioni con la religione portano a considerare come eretiche tutte le opere che supportavano la teoria eliocentrica.
Il sistema ticonico, proposto dall’astronomo danese Tycho Brahe, fu un compromesso fra le due precedenti teorie che propose un nuovo sistema dell’Universo.
Questa teoria vedeva la Terra immobile al centro dell’Universo, mentre gli altri pianeti ruotano intorno al Sole che a sua volta ruota intorno alla Terra.
Quest’ultima teoria non ebbe molti seguaci, ma permise al giovane Giovanni Keplero, assistente di Tycho Brahe, di arrivare a definire quale sono le orbite dei pianeti intorno al Sole.
Le Leggi di Keplero
Le Leggi di Kleplero sono leggi fisiche sperimentali cui arrivò l’astronomo e matematico tedesco Giovanni Keplero all’inizio del XVII secolo che descrivono il moto dei pianeti. Formulate su base empirica a partire dai dati dell’astronomo danese Tycho Brahe, le leggi nascevano dall’esigenza di trovare una descrizione più semplice del moto planetario, rispetto a quella corrente. Quest’ultima era stata elaborata alla luce della teoria geocentrica di Tolomeo, e quindi del principio che la Terra fosse il centro del moto di tutti gli altri pianeti; per non contraddire i dati sperimentali, gli astronomi tolemaici avevano dunque dovuto ipotizzare che i pianeti si muovessero su orbite estremamente complesse, date dalla composizione di più traiettorie circolari (epicicli e deferenti) come si è detto sopra.Keplero portò la teoria eliocentrica ad avere il definitivo sopravvento su quella geocentrica ed a definire in maniera precisa le orbite dei pianeti.
Prima Legge di Keplero
I pianeti descrivono orbite ellittiche nel loro moto di rivoluzione intorno al Sole, il quale si trova in uno dei fuochi di tale curva.In base a questa legge si osserva che la distanza del pianeta dal Sole varia: il punto in cui il pianeta in moto intorno al Sole ha distanza minima da questo si chiama perielio, mentre il punto in cui è a distanza massima si chiama afelio. La distanza fra perielio ed afelio costituisce l’asse maggiore dell’ellisse che individua l’orbita del pianeta e la metà dell’asse maggiore è pari alla distanza media del pianeta dal Sole.
Seconda legge di Keplero (o Legge delle aree)
Il raggio vettore di un pianeta spazza aree uguali in tempi uguali, ossia le aree descritte da tale vettore sono proporzionali ai tempi impiegati per descriverle.Si definisce raggio vettore il vettore che va dal Sole al pianeta.
Questa legge ci dice che la velocità dei pianeti nel loro moto di rivoluzione intorno al Sole non è costante: è massima nel perielio e minima nell'afelio.
Consideriamo infatti il moto di un pianeta intorno al Sole in due tratti distinti della sua traiettoria ellittica,
S_1
[/math]
S_2
[/math]
Δt
[/math]
Le due aree spazzate dal raggio vettore quando il pianeta percorre
S_1
[/math]
S_2
[/math]
S_1
[/math]
S_2
[/math]
R_1
[/math]
R_2
[/math]
(
S_1)(R_1) = (S_2)(R_2) = costante
[/math]
R_1 [/math]
S_1
[/math]
Per rispettare la relazione di uguaglianza fra le aree, la base deve essere maggiore dove l’altezza è minore. Essendo l’intervallo di tempo lo stesso, pari a
Δt
[/math]
S_1
[/math]
S_2
[/math]
R_1 [/math]
S_1 > S_2
[/math]
V_1 = \frac{S_1}{Δt}
[/math]
V_2 = \frac{S_2}{Δt}
[/math]
V_1 > V_2
[/math]

Terza Legge di Keplero
Il rapporto fra il periodo di rivoluzione,T
[/math]
a
[/math]
\frac{T^2}{a^3} = costante
[/math]
Se
a_1
[/math]
a_2
[/math]
T_1
[/math]
T_2
[/math]
(T_1)^2 : (T_2)^2 = (a_1)^3 : (a_2)^3
[/math]
La relazione che esprime la terza legge di Keplero può essere espressa anche come segue:
T^2 = (costante) a^3
[/math]
La legge di gravitazione universale
Una delle conseguenze fondamentali delle leggi di Keplero fu la legge di attrazione gravitazionale.Mentre le prime descrivono le orbite dei pianeti, Newton, utilizzando i risultati di Keplero riuscì ad spiegare il perché di tali orbite e delle proporzioni che legano periodo di rivoluzione e semiasse maggiore, introducendo la forza di attrazione gravitazionale.
Per ulteriori approfondimenti sulla legge di gravitazione universale vedi anche qua
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza delle Leggi di Keplero nel contesto della storia dell'astronomia?
- Come si differenziano le teorie geocentrica ed eliocentrica?
- Cosa afferma la Prima Legge di Keplero riguardo alle orbite dei pianeti?
- Qual è la relazione descritta dalla Terza Legge di Keplero?
- Qual è la connessione tra le Leggi di Keplero e la legge di gravitazione universale di Newton?
Le Leggi di Keplero hanno segnato un punto di svolta nell'astronomia, portando la teoria eliocentrica a prevalere su quella geocentrica e fornendo una descrizione precisa delle orbite planetarie, basata su dati empirici raccolti da Tycho Brahe.
La teoria geocentrica, proposta da Tolomeo, posiziona la Terra al centro dell'Universo, mentre la teoria eliocentrica di Copernico colloca il Sole al centro, con i pianeti che orbitano attorno ad esso, contraddicendo le credenze religiose dell'epoca.
La Prima Legge di Keplero stabilisce che i pianeti seguono orbite ellittiche attorno al Sole, il quale si trova in uno dei fuochi dell'ellisse, con variazioni nella distanza dal Sole che definiscono i punti di perielio e afelio.
La Terza Legge di Keplero stabilisce che il rapporto tra il quadrato del periodo di rivoluzione di un pianeta e il cubo del semiasse maggiore della sua orbita è costante per tutti i pianeti, indicando che il periodo aumenta con la distanza dal Sole.
Le Leggi di Keplero descrivono le orbite dei pianeti, mentre Newton, utilizzando i risultati di Keplero, spiegò il motivo di tali orbite attraverso la forza di attrazione gravitazionale, unendo così le leggi del moto planetario con la gravità.