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Il voto


L’art. 1 della Costituzione dice che «La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione». Dunque, il popolo esercita il proprio potere attraverso gli organi dello Stato, e questo lo fa grazie alla Repubblica italiana definita come democratica:
• la democrazia diretta permette ai cittadini di presenziare direttamente alle scelte politiche esponendo la sua decisione con il voto;
• la democrazia Indiretta invece è l'elezione dei rappresentanti, che consegnano le decisioni di governo dello Stato, della Regione e di enti locali.
La seconda parte della Costituzione determina l'ordinamento della Repubblica, ovvero la messa in funzione degli organi che sovranano il nostro Paese.
Con l'esercizio di diritto del voto, si espone sia la democrazia diretta sia quella indiretta, ed è una parte del corpo elettorale, ovvero il raggruppamento dei cittadini provvisti del diritto di voto. Essere elettore significa beneficiare dell’elettorato attivo che si possiede a diciott’anni di età e dunque è possibile iniziare a votare. L’elettorato passivo invece, è l’opportunità di essere votati come rappresentanti.
Dato che il corpo elettorale è composto dai cittadini maggiorenni, il diritto di voto viene chiamato universale. Gli altri aspetti del diritto di voto sono:
• è personale, perché deve essere stabilito solamente dal cittadino;
• è libero, poiché ogni cittadino può decidere senza la sua preferenza;
• è segreto, ovvero risulta anonimo;
• è eguale, ovvio che non esistono voti che hanno un valore in più rispetto ad altri.
Il voto non è solo un diritto, la Costituzione lo identifica anche come un dovere civico. Essa non vuole includere un dovere giuridico, però ognuno di noi può chiamarsi "cittadino" vero e proprio solo nel momento in cui è partecipante delle decisioni politiche del Paese in cui appartiene.
L'art. 48 della Costituzione definisce che ‘’Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge». Dunque questo articolo, dà libertà al legislatore di limitare il diritto di voto esclusivamente al cospetto dei presupposti citati.
Non si può votare invece, nel caso di provvedimento penale di condanna definitiva, ovvero non più contestabile, infatti il codice penale presagisce come pena aggiuntiva anche l’impedimento di diritto di voto.
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