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Unioni civili[/h2]

Normativa di riferimento: Legge n° 76/2016


Prima della Legge n° 76/2016

Unica forma di convivenza riconosciuta e con effetti giuridici: convivenza matrimoniale. Tutte le altre forme che prescindevano dal modello matrimoniale erano considerate irrilevanti.
Infatti, la Corte costituzionale ha più volte affermato la differenza fra rapporto coniugale, fondato sulla stabilità e la certezza e sulla reciprocità dei diritti e dei doveri e la convivenza di fatto, in cui l’affetto quotidiano è revocabile in ogni momento e liberamente. L’unione di persone dello stesso sesso era considerata incapace di costituire uno status giuridico assimilabile a quello delle persone coniugate.

Legge n° 76/2016 (legge Cirinnà)

Si applica ai seguenti modelli non fondati sul matrimonio
• unione civili fra persone dello stesso sesso, come specifica formazione sociale ai sensi degli artt.2 e 3 della Costituzione
• convivenza di fatto, indipendentemente dall’orientamento sessuale dei due partners.

Le unione civili sono trattate in modo simmetrico rispetto a quello previsto dall’ordinamento per le coppie coniugate. Ai due partners sono attribuiti gli stessi doveri previsti dagli artt. 143 e 144 del c.c., (eccetto il dovere di fedeltà matrimoniale),ed estesi i diritti ed i benefici riconosciuti alle coppie coniugate: diritti successori, pensione di reversibilità, vantaggi previdenziali, fiscali, sanitari, giuslavoristici, dell’immigrazione e possibilità di divorzio immediato. È invece esclusa alle coppie dello stesso sesso l’applicazione della normativa sull’adozione dei minori compresa l’adozione di un minorenne figlio di un partner (= stepchild adoption). Le unioni civili sono registrate allo stato civile

Già nel 2008, la Cassazione ha equiparato la convivenza di fatto, more uxorio, alla famiglia legittima quando all’interno siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà. La Legge Cirinnà è intervenuta riconoscendo ai conviventi di fatto (eterosessuali o omosessuali) una serie di diritti e la possibilità di stipulare un contratto di convivenza per regolare i loro rapporti patrimoniali.
Diritti dei conviventi di fatto:
• permesso di visita all’infermo in caso di malattia o ricovero e di accesso alle informazioni personali
• permesso di visita di un detenuto in caso di imminente pericolo di vita del convivente
• diritto di designare il convivente come rappresentante
• diritto di abitare nella stessa casa del convivente, con regole particolari in caso f di decesso
• diritto di subentrare nel contratto di affitto in caso di morte o recesso del conduttore

• diritto di partecipare agli utili dell’impresa familiare
• obbligo agli alimenti in caso di cessazione della convivenza e in caso di stato di bisogno (l’obbligo deve essere adempiuto con precedenza rispetto ai fratelli e alle sorelle

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