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La tutela giuridica del possesso nel mondo romano


La tutela giuridica del possesso è stata definita da due giuristi importantissimi, Friedrich Savigny e Rudolf Jhering, i quali hanno cercato di spiegare il motivo per cui bisogna tutelare il possesso. Il primo asseriva che, se il possesso non fosse tutelato dal punto di vista giuridico, vi sarebbe un enorme disordine sociale; il diritto, pertanto, si deve assumere l’onere di tutelare ogni res facti per cui un soggetto si comporta come proprietario di un determinato oggetto. Se tale res facti non fosse tutelata, il possesso potrebbe essere costantemente messo in discussione da un secondo individuo. Il possesso, scrive Jhering, «serve a mantenere l’ordine e la stabilità sociale». Seguendo la linea di pensiero di Jhering, Savigny sostiene che il diritto di proprietà deve essere tutelato tramite situazioni esperibili erga omnes (nei confronti di tutti). Il titolare del diritto di proprietà, dunque, può attuare determinate azioni giuridiche che gli consentono di difendere e tutelare il proprio diritto. Se, pertanto, il proprietario viene privato di ciò che possiede, può proteggere i propri diritti legalmente. Se tale situazione non fosse tutelata, scrive Savigny, «la violazione di tale res facti arrecherebbe nocumento alla persona». Da un lato, quindi, la tutela del possesso garantisce e mantiene l’ordine sociale e, dall’altro, evita nocumento al possessore.
Consideriamo un esempio pratico: un ragazzo fa equitazione e, trovando per caso un cavallo bianco, se ne impossessa. Dopo qualche giorno, però, si presenta al suo allevamento un altro ragazzo il quale gli fornisce prove inconfutabili che lo riconoscono come proprietario dell’animale. Nel primo caso, il ragazzo, sapendo che il diritto di proprietà è tutelato dalla legge, può restituire prontamente il cavallo al legittimo proprietario; nel secondo egli, però, non fidandosi del presunto proprietario lo invita a procedere legalmente tramite l’azione reale di rivendica. Qualora il presunto proprietario non dovesse riuscire a dimostrare il suo status di proprietario del cavallo, il possessore prevarrebbe sul proprietario. Se, per ipotesi, colui che si definisce proprietario dell’animale dovesse riuscire a impossessarsi del cavallo, stavolta dovrebbe essere il possessore a dimostrare che il cavallo gli appartiene. In questo caso, però, la legge favorisce il possessore poiché esiste un principio che lo tutela, affermando che nessuno può essere privato di un oggetto tramite atti di violenza. Il possessore, dunque, è tutelato in quanto tale. Il principio che tutela il possessore può essere sintetizzato dicendo che nessuno può farsi giustizia da solo. L’articolo 1140 del codice civile italiano fornisce un’eloquente definizione di possesso: il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà.
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