Ominide 13637 punti

Transizione statale


Nel diritto pubblico comparato, con l’espressione «transizione» si intende l’intervallo che si estende tra un regime politico e un altro. La transizione, dunque, si fonda sull’idea di evoluzione, di passaggio da un modello politico a un altro.
La transizione può riguardare qualsiasi forma di governo, anche modelli tra loro nettamente distinti, come quello liberale e uno autoritario: la costituzione di Weimar del 1919 e il regime fascista rappresentano un chiaro esempio di una radicale transizione da un regime liberale a uno autoritario.

Le transizioni possono anche comportare il passaggio da un modello autoritario a un altro altrettanto autoritario. Un esempio è costituito dall’Egitto, che recentemente ha sperimentato una transizione politica dal regime autoritario di Mubarak a quello, altrettanto autoritario, di al-Sisi.
La transizione per eccellenza è quella democratica. Le transizioni democratiche si sono soprattutto verificate tra gli anni 80 e 90 dello scorso secolo (che ha determinato il sorgere di una nuova disciplina definita «trancitology»).
La caduta del muro di Berlino indusse i paesi in cui vigevano regimi autoritari di tipo socialista a intraprendere una duplice transizione: verso una forma di stato democratica da un lato, verso un sistema economico pianificato dall’altro.
Il politologo Samuel Huntington ha scritto un volume intitolato «La terza ondata: processi di democratizzazione alla fine del XX secolo». AL suo interno l’autore individua tre diverse ondate di democraticizzazione, cioè periodi storici in cui un considerevole numero di Paesi abbandonò la propria forma di stato per approdare a un regime democratico.
Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email