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I contratti

Dal punto di vista economico la funzione più importante del contratto è quella di essere strumento dello scambio: ogni scambio, infatti, avviene tramite un contratto, attenzione però che non è sempre vero il contrario, cioè che ogni contratto dia origine a uno scambio. A seconda che il sacrificio patrimoniale competa o non competa a tutte le parti, si hanno contratti a titolo oneroso e contratti a titolo gratuito.
Nei contratti a titolo oneroso al sacrificio patrimoniale compiuto da una parte eseguendo la prestazione corrisponde un vantaggio patrimoniale rappresentato dalla controprestazione (sacrificio patrimoniale e vantaggio per una parte sono vantaggio e sacrificio patrimoniale per l'altra). Per indicare questi tipi di contratto si usa anche l'aggettivo sinallagmatico: il contratto è sinallagmatico quando uno stesso soggetto è titolare sia della prestazione sia della controprestazione. Nella tipologia del contratto sinallagmatico è molto importante il concetto di "causa", perché ogni prestazione trova la sua ragione nella controprestazione; venendo meno la controprestazione viene meno la ragione della prestazione stessa.

Si dicono invece contratti a titolo gratuito quelli in cui il vantaggio è solo da una parte, così come il sacrificio. Se regalo il libro a Gianni, compio un sacrificio senza alcun vantaggio economico e Gianni riceve un vantaggio senza alcun sacrificio patrimoniale. Il regalo in termini giuridici è un contratto di donazione. Attenzione che il vantaggio/sacrificio è di una sola delle parti, ma, poiché si ha contratto, la manifestazione di volontà deve provenire da entrambe le parti: per aversi donazione occorre l'accordo fra donante e donatario.
A seconda di chi deve la prestazione (una sola parte, due parti scambiandosi la prestazione, più parti facendo confluire ciascuna una propria prestazione per uno scopo comune), distinguiamo i contratti.
1. I contratti a prestazioni corrispettive, caratterizzati da prestazione e controprestazione. Si tratta normalmente di contratti a titolo oneroso come la locazione, il mandato, la compravendita. Ma si può trattare anche di contratti a titolo gratuito che necessitano una controprestazione come il comodato e il deposito gratuito.
Il comodato (ad esempio: prestito in biblioteca) è definito "prestito a uso" in quanto ha come oggetto il prestito di una cosa, mobile o immobile da restituire. Il comodato è essenzialmente gratuito. I soggetti del contratto sono il comodante e il comodatario. Il comodante è colui che consegna una cosa determinata a un'altra persona detta comodatario, il quale adopera la cosa (ad esempio, un giornale serve per leggerlo, una casa per abitarla). Il comodatario deve restituire la cosa alla scadenza del termine (controprestazione).
Il deposito è il contratto con il quale una parte (depositario) riceve dall'altra (depositante) una cosa mobile con l'obbligo di custodirla e di restituirla. E' un contratto che si presume gratuito.
Tale presunzione viene meno, però, quando l'onerosità si desume dalla qualità professionale del depositario o dalla diversa volontà delle parti. Ad esempio il garagista svolge un'attività professionale di custodia e pertanto in questo caso il deposito è oneroso. Le parti assumono reciprocamente una serie di obblighi. Il depositario deve restituire la cosa a richiesta del depositante.
2. I contratti a prestazioni unilaterali sono invece i contratti in cui una sola delle parti esegue o si obbliga a eseguire una prestazione nei confronti dell'altra. Si tratta soprattutto di contratti a titolo gratuito come la donazione.
3. I contratti a struttura associativa, infine, sono quelli in cui due o più parti conferiscono beni o servizi per il conseguimento di uno scopo comune (ad esempio, il contratto di società). Questi contratti sono contratti in cui non si realizza uno scambio, come invece avviene nella maggior parte dei contratti. Essi, infatti, possono essere chiamati contratti con comunione di scopo, in contrapposizione ai contratti di scambio. Con essi tutte le parti effettuano la prestazione del conferimento, prestazione molto importante perché è costitutiva della qualità di socio.
E' abbastanza evidente che l'istituto del contratto è essenziale nel nostro tipo di società basata sul mercato. Non si produce più per l'autoconsumo, ma per il mercato, ovvero con lo scopo di scambiare le proprie merci contro denaro con cui poter acquistare altri beni. Non può esistere il nostro tipo di società senza scambio e, quindi, senza contratti.
Non tutti i contratti però originano uno scambio. Vi sono contratti, infatti, con i quali le parti possono costituire o regolare tra loro rapporti giuridici senza che si verifichi alcuno scambio.
Tali sono ad esempio tutti i contratti associativi, con i quali le parti assumono obblighi reciproci per perseguire un fine che è diverso dallo scambio; oppure i contratti a prestazioni unilaterali che prevedono obbligazioni a carico solo di una parte (ad esempio, la donazione).
L'art. 1327 c.c. dispone che il contratto, una volta concluso, ha forza di legge tra le parti. L'impegno (obbligazione derivante dal contratto) reciproco rappresenta perciò un vincolo al quale le parti devono sottostare come se osservassero una legge. Le parti hanno, infatti, una completa autonomia nel decidere se aderire o meno al contratto, ma dopo che il contratto è perfezionato sono tenute a osservarlo. Non solo non possono singolarmente decidere di non rispettarlo più, ma anche ogni modifica o revoca del contratto deve risultare dalla volontà concorde (abbiamo infatti visto che occorre un nuovo contratto per regolare o estinguere un contratto precedente). Pertanto lo scioglimento del contratto può avvenire solo per mutuo consenso, salvo le cause previste dalla legge.
L'art. 1173 c.c. considera tra le fonti delle obbligazioni i fatti illeciti. Sono considerati fatti illeciti tutti quei comportamenti contrari alle norme giuridiche dai quali deriva un danno ingiusto ad altri. La conseguenza del fatto illecito è l'obbligo del risarcimento del danno. In questi casi si parla del risarcimento del danno derivante dalla responsabilità extracontrattuale o aquiliana, per distinguerla da quella che deriva da una inadempienza di un impegno preso con un contratto (responsabilità contrattuale). La responsabilità extracontrattuale prescinde da qualsiasi rapporto precedente tra le parti e deriva dalla violazione dell'obbligo di non danneggiare gli altri.

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