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Sviluppo storico della finanza pubblica



La finanza pubblica si è sviluppata storicamente (sia come ambito di intervento dello Stato nell’economia privata di mercato, sia come oggetto di teorizzazioni scientifiche dell’Economia e del Diritto) proprio a partire da alcuni “fallimenti” del mercato.

D’altro canto il mercato concorrenziale ha, nel corso del tempo, potuto occupare o rioccupare spazi che prima erano riservati all’intervento pubblico di tipo monopolistico (si pensi alla fornitura di beni o servizi essenziali come l’energia, i servizi di telecomunicazione, ecc.) in presenza di “fallimenti” della gestione pubblica di certe attività (per “fallimento” si intende qui l’incapacità o l’impossibilità di raggiungere obiettivi come l’efficienza, l’efficacia e l’economicità nel soddisfare la domanda di determinati beni o servizi).

Molti tra i principali diritti sociali (salute, previdenza, ecc.) sono destinati a trovare soddisfacimento, già nel disegno costituzionale, attraverso la combinazione di Stato e Mercato, l'integrazione tra l’erogazione di funzioni pubbliche e l’offerta di servizi privati.
Naturalmente questa interazione e questa integrazione presentano vari gradi e intensità.
Quindi il fatto che la fruizione dei diritti avvenga principalmente “all’interno” e “attraverso” quell’istituzione giuridica che è il mercato in libera concorrenza (dalla Costituzione riconosciuto e dal diritto dell’Unione europea tutelato e promosso) fa sì che esistano inevitabili diseguaglianze tra gli individui quanto all’accesso ai diritti e all’intensità della loro tutela, perché è lo stesso mercato a presupporre e implicare l’esistenza di diseguaglianze, essendo basato su meccanismi di concorrenza e di selezione.