Ominide 17069 punti

Strumenti di gestione della crisi lavorativa


I due principali strumenti di gestione della crisi di lavoro sono il licenziamento collettivo e la riorganizzazione della struttura dell’impresa.
Fra gli strumenti di carattere generale uno dei più importanti è il trasferimento dell’azienda in crisi. Si tratta di una materia disciplinata in gran parte dal diritto comunitario.

La nostra disciplina di recepimento della direttiva europea, contenuta nella legge 428/1990, distingue due ipotesi: strumenti di crisi aziendale che determinano la cessazione dell’attività d’impresa e strumenti che determinano la mera sospensione dei lavoratori e un tentativo di recupero di produttività da parte dell’impresa.
Il legislatore ha avviato un nuovo percorso di aggiornamento della disciplina inerente la crisi di impresa. Il fallimento e le altre procedure concorsuali sono state innovate, modificando il dettato dei commi 4-bis e 5-bis dell’articolo 47 del Codice della crisi e dell’insolvenza. La riforma entrerà in vigore il 14 agosto del 2020: attualmente ci troviamo in una fase intermedia in cui è ancora efficace il vecchio testo dell’articolo 47.

Il trasferimento dell’azienda in crisi richiede una procedura complessa in virtù della quale, però, non è prevista la deroga completa di quanto disposto dall’articolo 2112 del Codice civile.
I contratti collettivi di solidarietà nacquero a metà degli anni ottanta dello scorso secolo. Già nel 1983, infatti, il legislatore aveva previsto la possibilità per le imprese in crisi di stipulare dei contratti collettivi aziendali finalizzati ad evitare i licenziamenti collettivi. Il contratto di solidarietà congiunturale ha trovato applicazione in maniera abbastanza limitata; viceversa, il contratto di solidarietà espansivo non ha ottenuto il minimo riconoscimento pratico.
Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email