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Stato sociale e liberal-democratico


Dallo stato liberale si sviluppa lo stato liberal-democratico, che si comincia a delineare agli inizi del Novecento e si afferma allorché l’estensione del suffragio ai ceti esclusi – in Italia il suffragio universale (maschile) si raggiunse nel 1912 – porta non solo al riconoscimento dei diritti politici a tutti i cittadini maggiorenni, ma favorisce l’organizzazione dei cittadini in partiti politici e in sindacati al fine di meglio rappresentare e tutelare i ceti più deboli. Quindi diventa stato pluriclasse nel quale non si possono ignorare i bisogni delle classi popolari.
Queste esigenze, accentuate dalla crisi dell’economia mondiale dopo il crollo di Wall Street (il principale mercato azionario americano) del 1929, portano a un sempre più esteso intervento dello stato nell’economia e al riconoscimento giuridico, accanto ai tradizionali diritti civili e ai conquistati diritti politici, anche di specifici diritti sociali. Di qui l’espressione stato sociale per definire quelle varianti della forma di stato liberal-democratica, affermatesi soprattutto in Europa, nelle quali fra i fini dello stato vi è la garanzia di importanti prestazioni sociali. Nello stato liberale tali prestazioni erano elargite da istituzioni private quali la famiglia o istituti di beneficenza e carità, molto spesso di ispirazione religiosa. Già a partire dagli ultimi decenni del Novecento alcuni stati, fra cui la Germania di Bismarck, avevano attuato riforme legislative capaci di porre le premesse per l’edificazione dello stato sociale (in Italia, ad esempio, fu la legge 80/1898 a obbligare i datori di lavoro ad assicurarsi contro gli infortuni sul lavoro).
La disomogeneità della base sociale di questi ordinamenti e la ricerca di forme di coesione e integrazione sociale meglio garantite inducono a fissare in costituzioni rigide la tutela dei diritti civili, politici e sociali. Di qui l’espressione stato costituzionale, inteso come evoluzione dello stato di diritto. Quello, nel XIX secolo, si limitava a sottoporre alla legge gli organi statali; lo stato costituzionale, nel XX secolo, sottopone il legislatore stesso a una legge superiore, la costituzione appunto.
La Repubblica italiana, costruita sulla base della Costituzione del 1948, può definirsi uno stato sociale che si ispira al costituzionalismo liberal-democratico e ha tutte le caratteristiche dello stato costituzionale.
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