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Sistema delle fonti normative


Ogni ordinamento costituzionale si fonda sulla produzione di norme giuridiche, a prescindere dalla forma di stato e di governo prescelta. Per questo motivo, in ogni ordinamento statale esistono sistemi di produzione di norme che si fondano sulla distinzione tra fonti formali (fonti atto) e non formali (fonti fatto).
La conoscibilità dei due gruppi di fonti è un requisito fondamentale per garantire la certezza del diritto.
La fonte atto è regolata da norme che ne assicurano preventivamente la formazione e la conoscibilità da parte dei soggetti che dovranno osservarla; la fonte fatto, invece, viene desunta tramite la verifica, ad opera dell’interprete, di quale sia il comportamento precettivo (giuridicamente vincolante) da seguirsi.
Alcuni ordinamenti prevedono esplicitamente le modalità di produzione del diritto; altri, invece, non prevedono alcuno schema predeterminato per la creazione di fonti normative.
In ogni caso, ogni ordinamento contiene una pluralità di fonti di produzione del diritto, fra di loro ordinate sulla base di un principio scalare e gerarchico che consente di individuare un rapporto di sovraordinazione e subordinazione. Sulla base di tale rapporto, le fonti ritenute superiori condizionano quelle inferiori, le quali non possono influire sulle prime.
In generale, in ogni ordinamento è possibile individuare almeno tre gradi di fonti:
- fonti relative alle norme costituzionali;
- fonti relative alle norme legislative (primarie);
- fonti relative alle norme regolamentari (secondarie).
La graduazione su tre livelli non è sempre la regola: negli ordinamenti a costituzione flessibile, infatti, non vi è alcuna differenza di grado fra norme costituzionali, legislative e secondarie. A volte, infatti, le norme possono trovarsi fra loro in un rapporto paritario e questo non accade solo in ambito statale, ma anche in quello internazionale: due o più costituzioni statali, ad esempio, sono pariordinate.
Talvolta, anche negli stati in cui vale il principio gerarchico si possono verificare ipotesi di riserva a favore di determinate fonti: si pensi, ad esempio, all’autodichia parlamentare in Italia e ai relativi regolamenti, direttamente subordinati dalla Costituzione (art. 134) e pertanto responsabili della sottrazione di importanti materie alla gerarchia naturale delle fonti dell’ordinamento.
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