Ominide 13635 punti

Protezione consolare


La controversia è sorta in seguito all’arresto e alla condanna a morte di 54 cittadini messicani da parte degli USA. Il Messico inviò alcune note diplomatiche agli USA nel tentativo di convincere lo stato a rivedere le posizioni dei 54 condannati. In particolare, nelle note il Messico imputava agli USA la violazione della convenzione di Vienna sulle relazioni consolari (CVRC).
Sulla base di quanto stabilito dalla CIG nella sentenza LaGrand, il Messico riteneva che gli USA avrebbero dovuto informare le autorità messicane delle detenzioni in modo tale che lo stato potesse venire in aiuto dei cittadini. Dopo aver esortato gli USA a riconsiderare il verdetto di condanna a morte, il Messico adisse la CIG sulla base dell’art. 36 del suo statuto chiedendole di riconoscere la violazione da parte degli USA degli obblighi giuridici internazionali sanciti dagli articoli 5 e 36 della CVRC, di ripristinare lo status quo ante (preesistente) prima degli atti di detenzione, di imporre agli USA misure necessarie volte a garantire la conformità del diritto interno statunitense alla CVRC e, infine, di garantire che le violazioni perpetrate dagli USA non si sarebbero ripetute.
Gli USA, però, contestarono la giurisdizione della Cig ed evidenziarono che, come stabilito dalla Corte nel caso LaGrand, la riparazione attribuisce libertà di scelta dei mezzi finalizzati alla revisione dei verdetti di consapevolezza e delle pene.
Dopo aver confermato la propria giurisdizione, la Cig ha imputato agli USA la violazione dell’art. 36.1 della CVRC relativo all’obbligo di fornire informazioni alla persona arrestata. Inoltre, la Cig ha affermato che la riparazione e la revisione sarebbero dovute essere adottate dagli USA in conformità a quanto previsto nella sentenza LaGrand. La Corte internazionale di giustizia, pertanto, ha definito uno dei principi cardine vigenti in ambito internazionale.
Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email