Video appunto: Seconda presidenza Napolitano ed elezione di Mattarella

Seconda presidenza Napolitano ed elezione di Mattarella



Il governo Monti nel 2011 e il governo Letta nel 2013 molto hanno dovuto al capo dello Stato in relazione sia alla scelta dei ministri sia alla definizione del programma di governo. La strutturale difficoltà delle forze politiche a interpretare virtuosamente la forma di governo parlamentare, aggravata da difetti intrinseci alla legislazione elettorale, ha concorso a rendere sempre più sfumata la distinzione fra la figura del presidente rappresentante dell’unità nazionale delineata dalla Costituzione e la figura di un presidente portatore di un proprio indirizzo politico, fondato sull’autonomo e imparziale apprezzamento dei supremi interessi della nazione.


Nell’appassionato discorso pronunciato al momento del secondo giuramento Napolitano aveva richiamato ancora una volta l’intero Parlamento al dovere di procedere alle riforme. Il presidente, quasi novantenne, si dimetteva alla vigilia dell’approvazione della nuova legge elettorale e quando l’iter della riforma costituzionale sembrava ben avviato (si concluse di lì a un anno, ma poi il corpo elettorale votò contro).
Nel gennaio 2015, al quarto scrutinio, il Parlamento in seduta comune eleggeva nuovo presidente della Repubblica il giudice costituzionale Sergio Mattarella, già parlamentare per sette legislature e quattro volte ministro (porta il suo nome la legge Mattarella, la riforma elettorale prevalentemente maggioritaria approvata all’indomani del referendum del 18 aprile 1993, di cui fu relatore).
Il presidente Mattarella, che ha esercitato in una sola occasione, ad oggi, il potere di rinvio di una legge avendone riscontrati profili di incostituzionalità, si è trovato ad accompagnare la difficile formazione del primo governo della XVIII legislatura.