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La riforma del Titolo V della Parte II della Costituzione


I principi introdotti con la riforma costituzionale si possono cosi' sintetizzare:

• l'ordinamento repubblicano è fondato sui Comuni, le Province, le Città metropolitane, le Regioni e lo Stato; nella nuova dicitura dell'art.114 non si parla più di Stato ripartito in Regioni, Province, Comuni, ma si indica una successione non casuale, ponendo per primo l'organo più vicino ai cittadini e poi quelli con competenze progressivamente maggiori;
• i diversi enti godono di piena autonomia, limitata dai soli principi costituzionali;
• viene dato un riconoscimento costituzionale e uno status particolare a Roma capitale;
• vengono riconosciute condizioni particolari di autonomia a tutte le Regioni, nei limiti della Costituzione e con legge dello Stato, secondo quanto stabilito dall'art. 116;
• viene riconosciuta un'ampia autonomia legislativa alle Regioni e autonomia amministrativa, organizzativa e finanziaria non solo alle Regioni, ma anche agli altri enti autonomi territoriali;

• viene introdotto il principio di sussidiarietà;
• viene introdotto il federalismo fiscale, con l'art.119;
• il potere sostitutivo dello Stato, tramite l'intervento del Governo, avviene nei casi previsti dall'art.120.

Art. 114 Cost.
"La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princ?pi fissati dalla Costituzione.
Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento."

Art. 119 Cost.
"I Comuni, le Province, le Citta' metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell'equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l'osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea.
I Comuni, le Province, le Citta' metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio.
La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacita' fiscale per abitante.
Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti consentono ai Comuni, alle Province, alle Citta' metropolitane e alle Regioni di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite.
Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarieta' sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Citta' metropolitane e Regioni.

I Comuni, le Province, le Citta' metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento, con la contestuale definizione di piani di ammortamento e a condizione che per il complesso degli enti di ciascuna Regione sia rispettato l'equilibrio di bilancio. E' esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti."

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