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Riforma del codice penale


Tramite la sentenza 364/1988, la Corte costituzionale ha stabilito che il principio di colpevolezza di cui all’art. 27 Cost. deve essere esteso anche alle circostanze aggravanti.
Da ciò è scaturita una radicale riforma del Codice penale, che ha inciso in primo luogo sull’arra. 5: nessuno può invocare a propria scusa l’ignoranza della legge penale.


Può accadere che più circostanze dello stesso tipo o di tipi diversi riguardino il medesimo fatto tipico. Più circostanze relative a un singolo fatto determinano il c.d. concorso omogeneo di circostanze. Il codice penale disciplina questa ipotesi negli artt. 66 e seguenti, distinguendo fra concorso omogeneo ed eterogeneo.
Se il concorso è omogeneo si procede a una successiva aggiunta delle circostanze in base a un ordine ben preciso; se, invece, il concorso è eterogeneo (coesistono circostanze di tipo diverso: una o più aggravanti e una o più attenuanti) il giudice provvede ad applicare le circostanze, non valutando la fattispecie in base alla quantità di circostanze appartenenti a una categoria o all’altra. Egli, invece, deve applicare un giudizio di bilanciamento di tipo qualitativo (art. 133 c.p.). SI prospettano diverse possibilità (prevalenza delle aggravanti sulle attenuanti o viceversa; equivalenza fra circostanze aggravanti e circostanze attenuanti).
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