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Regolamentazione legislativa esclusiva


La Costituzione prevede che alcune materie siano regolamentate e disciplinate solo ed esclusivamente dalla legge ordinaria: a tal proposito si parla di «riserva di legge». Le riserve di legge sono stabilite allo scopo di garantire il principio democratico e, in generale, di tutelare i diritti fondamentali e il principio di uguaglianza.
Mentre la disapplicazione e il principio di legalità non sono esplicitamente definiti dalla costituzione, le riserve di legge sono previste espressamente all’interno della carta costituzionale. Si ha riserva di legge ogni volta in cui la costituzione riserva la disciplina di una determinata materia alla legge, dunque nessun’altra fonte primaria può intervenire per sancirne modalità di applicazione e conseguenze pratiche. Ciò stabilisce un obbligo inderogabile per il parlamento, il quale deve disciplinare specifiche materie attraverso l’approvazione di una legge ordinaria.
Una riserva di legge, quindi, presenta un duplice aspetto:
- da un lato impone soltanto alla legge di disciplinare una materia specifica;
- dall’altro vieta a qualsiasi altra fonte primaria di regolamentare la suddetta materia.
Ciò vale per tute le fonti primarie eccetto per alcune, a cui la costituzione fornisce la stessa efficacia delle leggi parlamentari. Dal punto di vista della sua giurisprudenza, la corte ritiene che la riserva di legge sia soddisfatta non solo in merito a leggi parlamentari, ma anche in relazione ad atti a cui la costituzione attribuisce forza di legge.
Le riserve di legge non sono tutte uguali. Consideriamo, ad esempio, l’articolo 13, il quale stabilisce che la libertà personale è inviolabile. Il secondo comma afferma che non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. Ciò costituisce un chiaro esempio di riserva di legge, così come l’articolo 14, il quale sancisce che il domicilio è inviolabile: non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge. Quest’articolo, dunque, stabilisce che le modalità e le tempistiche attraverso cui si potrà perquisire un domicilio possono essere disciplinate esclusivamente dalla legge (nella fattispecie dal codice penale) quindi da nessun’altra fonte primaria. La maggior parte delle riserve di legge previste dalla costituzione è contenuta nella prima parte della carta costituzionale, dedicata alla tutela e ai diritti della persona.
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