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La libertà personale

La libertà personale è fondamentale e preliminare a tutti gli altri. L’art.13 della Costituzione lo definisce come inviolabile e questo significa che non può mai essere soppresso. La Costituzione aggiunge che si configura come violazione della libertà personale qualsiasi forma di detenzione, di ispezione e perquisizione personale. È una libertà che riguarda tutti perché anche gli stranieri che si trovano in Italia hanno diritto al rispetto della libertà personale. Questo non significa che un cittadino non possa mai essere arrestato o perquisito. Questo può avvenire soltanto quando ricorrono delle circostanze specifiche indicate dalla stessa Costituzione. Per evitare che le autorità abusino del loro potere, essa fissa due limiti: la riserva di legge, la riserva di giurisdizione. Riserva di legge significa che l’0arresto può essere effettuato solo nei casi e nei modi previsti dalla legger; i casi in cui la libertà personale può essere limitata sono affidati al Parlamento, nel quale è garantito un contraddittorio tra i partiti di maggioranza ed i partiti di opposizione. Riserva di giurisdizione significa che l’arresto può essere effettuato solo a seguito di atto motivato emanato dall’autorità giudiziaria. Pertanto, solo il giudice può disporre l’arresto di una persona, né la polizia, né il Pubblico Ministero ed in ogni caso è sempre necessaria la motivazione. Inoltre l’agente di polizia può fermare una persona solo se ha avuto preventivamente un ordine d’arresto da parte del giudice. Egli può tuttavia procedere di sua iniziativa quando una persona è colta nell’atto di commettere un reato.
Legati alla libertà personale sono: il concetto di presunzione di non colpevolezza, i diritti dei detenuti, il divieto di pena di morte ed il garantismo. In base alla Costituzione, l’imputato non è considerato colpevole fintanto che la condanna non è definitiva. Poiché la restrizione della libertà in attesa di giudizio può protrarsi anche molto a lungo, a causa della lentezza dei processi, la Costituzione affida alla legge il compito di fissare il limite massimo della carcerazione preventiva. Per quanto riguarda i diritti dei detenuti, è innanzitutto vietata qualsiasi forma di tortura e le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Agli stessi principi di civiltà giuridica, si ispira anche la norma contenuta nel 4° comma dell’art.27 della Costituzione secondo cui non è ammessa la pena di morte se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra. Bisogna però precisare che molti stati anche quelli considerati il massimo dell’espressione democratica come gli U.S.A. praticano la pena di morte.
Tutti i principi sopra esposti si collocano all’interno di un orientamento garantista. Il garantismo viene spesso accusato di ostacolare la lotta alla criminalità. Infatti, si dice che se la polizia e i giudici non dovessero rispettare così scrupolosamente i diritti dei cittadini e non avessero le mani legate, potrebbero combattere i delinquenti in modo più efficace. Però in questo caso potrebbe succedere che un innocente finisca in carcere.
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