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Cinque regioni italiane sono a Statuto speciale:Trentino Alto Adige, Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta. Tutte terre di confine e isole. Hanno Statuto speciale per loro
a) particolari caratteristiche storiche (non naturale appartenenza all'Italia),
b) istanze autonomiste (anche secessioniste),
c) caratteristiche culturali (anche necessità di tutela delle minoranze, come prevede l'Art. 6 della Costituzione).
Al riguardo l'Articolo 116 della Costituzione prevede che tali Regioni dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia.
A) Forma: si prevedono Statuti speciali adottati con legge costituzionale, che fungono da fonti. Uno Statuto di Autonomia è modificato da legge di revisione costituzionale, quindi è lo Stato a decidere, il Parlamento con alte maggioranze.
B) Sostanza: Hanno però forma di fonte costituzionale (che si rapportano con la Costituzione, prevalendovi, con principio di specialità), mentre gli Statuti ordinari sono fonti di livello primario. Si tratta di condizioni particolari, un requisito che attiene alla sostanza, cioè una forma di autonomia che si adatta al contesto territoriale. Di fatto i 5 Statuti Speciali sono ciascuno l'uno diverso dall'altro, con criteri di base simili. L'idea è quella della differenziazione.

In realtà non è vero che esse hanno "più" autonomia. Sono le uniche Regioni che hanno iniziato a funzionare già dal 1948. Per questo fatto, per un periodo, sono state considerate come regioni con più potere autonomo, cioè con competenze "primarie"/esclusive. In alcuni ambiti hanno sempre potuto emanare delle leggi regionali (o provinciali, come nel caso delle Province autonome di Trento e Bolzano, a cui spettano quasi tutte le competenze). Quindi lo Stato interveniva con certi limiti, ma non c'era comunque la necessità che esso stabilisse dei principi legislativi fondamentali con legge. In ogni caso, questi enti territoriali erano degli enti atipici alll'interno di uno Stato accentrato.
Le Regioni ordinarie invece avevano, quando iniziarono a funzionare, solo competenze concorrenti. Nel 2001 ci fu una riforma costituzionale (Art. 117) che ha modificato il sistema: le Regioni ordinarie hanno anche competenze residuali che sono di tipo esclusivo. In alcuni ambiti le Regioni ordinarie risultarono avere anche più poteri di quelle speciali. Ci fu l'idea di allineare le Regioni speciali con questo sistema regionalista. Venne emanata una "clausola di maggior favore", che stabilisce che quando le Regioni ordinarie hanno competenze in più rispetto a quelle speciali, anche le Regioni speciali possono ricorre all'Art. 117. Hanno ora un canale aggiuntivo rispetto al solo Statuto Speciale. Inoltre la loro forma di governo è stata adattata a quella delle Regioni a Statuto ordinario.
Tutti gli Statuti Speciali sono stati promulgati nel 1948 dall'Assemblea Costituente. Nel caso del Friuli Venezia Giulia invece si dovette aspettare il 1963, perchè era prima necessario risolvere la questione dei confini con l'ex Jugoslavia.

Trentino Alto Adige-Südtirol

La questione del Trentino Alto Adige è regolata anche a livello europeo. Nel 1946 c'è l'accordo Degasperi-Gruber per la tutela della minoranza linguistica di lingua tedesca. Nel Trattato di pace fra Italia e le Potenze Alleate del 1947 furono stabiliti, al riguardo, dei principi riconosciuti a livello internazionale, tra i quali:
a) Completa eguaglianza di diritti per gli “abitanti di lingua tedesca”
b) Insegnamento nella lingua materna
c) Parificazione delle lingue nei pubblici uffici
d) Potere legislativo e esecutivo autonomo
Il primo Statuto speciale risale al 1948, con la creazione della Regione Trentino-Alto Adige. L’autonomia è estesa a tutta la regione, mettendo in minoranza il gruppo linguistico tedesco. Si attuano solo in parte le misure previste, in particolare è assente la parificazione della lingua e l’inserimento nei pubblici uffici.
Dopo un periodo di proteste e attentati, nel 1971 si arriva al Pacchetto di Autonomia, con nuovo Statuto di Autonomia. Dal 1972 si hanno tutte le varie norme di attuazione. Nel 1992 Austria e Italia notificano all'ONU la chiusura della controversia.
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