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Le origini dello Stato Regionale risalgono al 1948. Il Regno d'Italia era infatti basato sul modello accentrato francese. Esistevano però gli enti locali come Comuni e Province. Con la Costituzione si pone il principio fondamentale (Art.5) di riconoscimento delle autonomie locali, che vengono promosse a sedi del decentramento amministrativo. Comunque l'articolo 5 ci da anche una seconda indicazione: la Repubblica è una e indivisibile. Un concetto che va nell'altra direzione. Il decentramento quindi è riconosciuto al limite dell'unitarietà dello Stato.
Nel 1948 vengono create con legge costituzionale le 5 regioni a Statuto speciale, promulgata dall'Assemblea. Il Friuli venne costituito solo nel 1963. A lungo non ci fu volontà politica di istituire le regioni a statuto comune. Nella pratica per funzionare necessitavano di personale, regolamenti, sedi e uffici, fondi. Ma tutto ciò non era presente. Nel 1977 ci fu un decreto legislativo con cui lo Stato trasferì alle Regioni le funzioni amministrative e del personale. Le Regioni hanno iniziato a emanare leggi, a trasformarsi in enti burocratici, con successive critiche e anche promozioni del regionalismo/federalismo. Ne seguì una serie di riforme (leggi costituzionali) che hanno avuto come finalità l'accrescimento dell'importanza delle Regioni ordinarie. Si è stabilito che il Presidente della regione viene eletto popolarmente.

Le Regioni hanno autonomia legislativa, autonomia amministrativa, autonomia politica (Statuti regionali) e autonomia finanziaria.

Autonomia politica

Le Regioni non hanno solo funzioni amministrative, ma anche politiche, cioè sono rappresentative del popolo. Come funziona questo sistema (forma di governo), viene disciplinato nello Statuto Regionale. Si ha:
1. Consiglio Regionale, eletto in maniera diretta dal popolo, con potere legislativo.
2. Presidente della Regione, anche esso eletto direttamente (dal 1999). È possibile anche che sia il Consiglio ad eleggerlo, ma ciò non avviene in nessuna Regione. È a capo di una Giunta, paragonabile al Governo.
C'è rapporto di fiducia tra Consiglio Regionale e Giunta, in base al quale la giunta esprime la maggooranza del consiglio Regionale. Il Presidente ha poteri molto forti:
a) nomina assessori e eventualmente li recova. Ognuno di essi si occupa di un settore diverso. Il Presidente è quindi a capo di tutta l'amministrazione.
b) Promulga le leggi approvate dal Consiglio.
La Giunta ha una funzione amministrativa, quindi emana regolamenti. Questa forma di governo è caratterizzata dal principio del "simul stabunt simul cadent": se è sfiduciato il Presidente, cade anche il Consiglio, che così non è più incentivato a farlo, così come avvengoni anche le dimissioni della Giunta.
A volte il Governo interviene nei confronti delle Regioni per gravi atti contrari alla Costituzione o violazione della legge. Ha il potere di sciogliere il Consiglio Regionale.

Autonomia amministrativa

È valido il principio di sussidiarietà, che prevede che l'amministrazione deve essere collocata al livello più vicino possibile ai cittadini. Quindi la potestà amministrativa è attribuita ai Comuni. Solo in caso che il Comune non riesca a garantire in modo efficace ed efficiente il servizio (un servizio unitario), si passa la livello successivo. Non è necessariamente un sistema uniforme, ma differenziabile in base alle esigenze. Comunque il servizio deve essere adeguato, efficace. Quindi l'amministrazione pubblica è principalmente di tipo locale.

Autonomia finanziaria

A regolarla è l'articolo 119 della Costituzione. C'è autonomia di entrata e di spesa, ma i nuovi tributi devono essere stabiliti da legge statale. Il tutto nel rispetto del principio dell'equilibrio di bilancio. In base al federalismo fiscale, ogni ente territoriale ha propri entrate e tributi, con compartecipazione al gettito dei tributi statali riferiti al loro territorio. È previsto che le Regioni più ricche ricevano più denaro, dato che è un processo che si applica in percentuale. Il federalismo fiscale incentiva la responsabilizzazione. Lo Stato coordina la finanza pubblica e il sistema tributario, con potestà legislativa esclusiva. Attua una perequazione delle risorse finanziarie a favore dei territori con minori entrate (lo fa dando dei fondi, ma non decidendo il loro uso). Può anche agire con interventi speciali. La regola prevede che gli enti locali possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento, con necessaria contestuale definizione di piani di ammortamento. Inoltre devono rispettare i vincoli europei.
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