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L'esercizio della giurisdizione


Il procedimento giudiziario (processo) è l'insieme degli atti attraverso i quali il giudice, in ambito civile, decide in una controversia tra privati (o tra privati e Pubblica amministrazione) o, in ambito penale, accerta se sia stato commesso o meno un reato. La decisione del giudice è espressa con una sentenza, dopo l'esame di tutti gli elementi messi a disposizione dalle parti in causa. I procedimenti si articolano in più gradi di giudizio.


I gradi di giudizio

Chi non è soddisfatto della decisione presa da un giudice puo' impugnare la sentenza presso un altro giudice che, per legge, ha il potere del riesame. Generalmente sono previsti tre gradi di giudizio:

• il primo grado si svolge presso il giudice competente per materia e territorio;
• il secondo grado (o appello) si svolge presso l'organo che ha il potere di riesaminare gli atti, il procedimento e le decisioni del giudice di primo grado;

• l'ultima istanza (o giudizio di cassazione) ha luogo presso la Corte di cassazione, che riesamina la corretta applicazione della legge da parte del giudice di secondo grado, senza pero' entrare nel merito della ricostruzione dei fatti e della rilevanza degli elementi acquisiti come prova. Per tale motivo, il suo è un giudizio "di legittimità" e non "di merito".

La Corte di cassazione, la nostra corte suprema, è unica e ha sede a Roma. A essa si rivolgono i ricorsi contro le sentenze di appello. Le sue decisioni sono definitive, cioè non più appellabili: per questo motivo rappresenta l'ultimo organo della giurisdizione civile e penale. E' composta sia da giudici che vi accedono per concorso sia da giudici designati dal CSM per competenze e meriti particolari.

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