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Referendum: l'istituto di democrazia diretta per eccellenza

In Italia, ci sono due tipi di referendum: quello abrogativo e quello sospensivo.

Il referendum abrogativo è richiesto da 500.000 elettori o da 5 Consigli Regionali e serve per decidere se abrogare totalmente o parzialmente una legge.
Con il referendum, gli elettori voteranno con “SI” se non sono d’accordo sulla legge per la quale hanno richiesto il referendum e quindi intendono abrogarla o con “NO” se sono favorevoli alle legge. Quando si va a votare per un referendum, quindi ci si deve porre la domanda “Vorresti eliminare la legge?”. È importante sottolineare questa particolarità perché le risposte SI o NO possono essere intese diversamente (SI= “voglio la legge”, NO= “non voglio la legge”), ma la legge non ammette ignoranza.

Le leggi che non possono essere sottoposta a referendum abrogativo sono le leggi di indirizzo politico (leggi di bilancio, leggi di amnistia e indulto, leggi di ratifica di trattamenti internazionali) e le leggi tributarie, poiché potrebbe trattarsi di leggi che gravano sul patrimonio dei cittadini).

Il referendum abrogativo è valido se si reca a votare il 50%+1 degli aventi diritto e la legge viene abrogata se si ottiene il 50%+1 dei voti. Questo istituto è stato utilizzato per la prima volta nel 1970 per la legge sul divorzio.

Il referendum sospensivo invece serve per le leggi costituzionali che nella seconda votazione non ottengono la maggioranza (2/3 dei parlamentari). Questo tipo di referendum è richiesto da 1/5 dei membri delle Camere o da 500.000 elettori o da 5 Consigli Regionali entro tre mesi della pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale.

Il referendum è detto sospensivo poiché la legge, dal momento della pubblicazione al momento del referendum, resta “sospesa”. Per richiedere il referendum sospensivo bisognerà raccogliere le firme; successivamente la Corte di Cassazione verifica le firme tramite il numero del documento di riconoscimento e la Corte costituzionale controlla se la materia è valida per richiedere il referendum.

Il referendum è indetto dal Presidente della Repubblica con decreto e su proposta motivata dal Consiglio dei Ministri.

Per il referendum sospensivo si tiene conto solo del 50%+1 dei voti ottenuti. Il referendum sospensivo è stato utilizzato per la prima volta nel 2001 per la riforma del Titolo V della Costituzione.

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