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Ratifica di un trattato internazionale


In diritto internazionale si chiama ratifica l’istituto giuridico mediante il quale un soggetto (in questo caso lo stato) fa propri gli effetti di un negozio (di un accordo) concluso con terzi dal proprio rappresentante: è chiaro che i trattati li negozia (nel nostro caso) il governo, per lo più mediante l’operato del ministro degli affari esteri, il quale agisce sulla base di indirizzi fissati dal Consiglio dei ministri. È il ministro degli esteri che, personalmente oppure più spesso attraverso suoi plenipotenziari, firma il trattato insieme a coloro che rappresentano le altre parti contraenti. Successivamente interviene la ratifica da parte di ciascuno stato, seguita dallo scambio o, per i trattati multilaterali, dal deposito degli strumenti di ratifica presso una delle parti.

Nell’ordinamento italiano la ratifica è atto del presidente della Repubblica (art. 87.8 Cost.) che in alcuni casi deve essere autorizzato con legge dal Parlamento. Questi casi sono specificati dall’art. 80 Cost. La legge di autorizzazione è necessaria quando la ratifica riguarda un trattato che comporta: a) variazioni al territorio; b) oneri finanziari a carico dello Stato; c) modificazioni di leggi;

oppure ancora quando la ratifica riguarda:

d) trattati che hanno natura politica (nel senso che vincolano la politica estera della Repubblica italiana);

e) trattati che prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari internazionali (ov­ vero una limitazione della sovranità dello Stato che si obbliga ad accettare una qualche forma di giurisdizione in caso di controversie che lo contrappongano ad altro stato: per esempio, il trattato istitutivo di un tribunale internazionale).

Mentre l’identificazione dei trattati di cui ai punti a), b), c) ed e) dovrebbe risultare relativamente agevole, diverso è il caso dei trattati di natura politica. In numerosi casi, infatti, accordi di natura politica sono stati considerati accordi in forma semplificata per cui si è proceduto senza ratifica, e dun­ que senza relativa legge di autorizzazione. Essi devono ugualmente essere pubblicati nel testo integrale sulla Gazzetta Ufficiale, insieme a tutti gli atti internazionali ai quali la Repubblica si obbliga («trattati, convenzioni, scambi di note, accordi e altri atti comunque denominati»).
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