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Rapporti fra Ue e Cedu


Tutti gli stati membri dell’Ue sono anche membri del Consiglio d’Europa e hanno sottoscritto la Cedu. Per questo la Corte di giustizia dell’Unione europea e la Corte europea dei diritti dell’uomo hanno instaurato – con le loro sentenze – un dialogo, in nome del richiamo a un patrimonio costituzionale comune; nondimeno è possibile (e qualche volta è accaduto) che le decisioni delle due Corti si pongano in contrasto.
Dopo il Trattato di Lisbona l’art. 6 Tue prevede che l’Unione aderisca alla Cedu: ciò spingerebbe sempre più la Corte del Lussemburgo a trattare la Convenzione come parte dell’ordinamento giuridico dell’Unione europea, e di conseguenza a ritenersi vincolata alle decisioni della Corte di Strasburgo. Tuttavia l’adesione non è ancora avvenuta. Anzi, una proposta in tal senso, frutto di un complesso negoziato durato quasi tre anni, è stata valutata negativamente dalla Corte di giustizia: con il parere 2/13, reso il 18 dicembre 2014, l’accordo di adesione è stato ritenuto incompatibile in radice con i trattati Ue perché lesivo dell’autonomia stessa dell’Unione.
E solo in vista di questi possibili interventi si possono spiegare i numerosi tentativi di allargare al massimo le maglie del catalogo dei diritti. Pensiamo, limitandoci a qualche esempio, a situazioni quali il «diritto alla sicurezza», il «diritto alla qualità della vita», il «diritto alla pace», il «diritto all’eguaglianza sostanziale», il «diritto alla diversità», e tanti altri non meno vaghi «diritti».

Un esempio può riguardare le situazioni giuridiche legate alla tutela dell’ambiente. La nostra Costituzione, a differenza di carte più recenti, non prevede un diritto soggettivo all’ambiente. Tuttavia la Corte costituzionale, partendo dall’interpretazione congiunta degli artt. 9 e 32 Cost. (tutela del paesaggio e della salute), ha riconosciuto che le esigenze di protezione dell’ambiente esprimono un valore di primario rilievo costituzionale la cui tutela spetta a tutti i soggetti dell’ordinamento. In materia, poi, la legislazione e la giurisprudenza hanno riconosciuto anche talune situazioni direttamente tutelabili in giudizio: il diritto all’ambiente salubre, il diritto alle informazioni ambientali, il diritto al risarcimento del danno ambientale, nonché le situazioni soggettive relative all’associazionismo ambientale.
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