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Procedure legislative speciali dell’Unione Europea


Le procedure legislative speciali sono indicate nei trattati via via: nella maggior parte dei casi esse prevedono che l’atto sia adottato dal Consiglio previa consultazione oppure previa approvazione del Parlamento europeo (per un esempio della prima procedura si veda l’art. 113 Tfue; per un esempio della seconda l’art.
19.1 Tfue).
Va aggiunto che il Tue (art. 48.7) consente al Consiglio europeo di disporre (all’unanimità e con l’approvazione del Parlamento europeo) che, nei casi in cui i trattati prevedono l’unanimità del Consiglio, questo possa invece decidere a maggioranza qualificata (tranne nel settore della difesa). Può anche disporre che, per l’adozione di atti legislativi, invece di una procedura speciale si applichi quella ordinaria. Si tratta delle citate «clausole passerella», applicabili però solo a condizione che, entro sei mesi, un qualsiasi parlamento nazionale non notifichi la sua opposizione.
Gli atti legislativi sono firmati dal presidente del Parlamento europeo e dal presidente del Consiglio (solo dall’uno o dall’altro se adottati con procedura speciale) e sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, nelle ventiquattro lingue ufficiali dell’Unione. Essi entrano in vigore alla data stabilita dall’atto stesso o, in mancanza, il ventesimo giorno dalla pubblicazione.
Sin dalla fondazione della prima Comunità (1951) l’Italia è parte, con un ruolo che è stato sempre propulsivo, dell’ordinamento dell’Unione europea: come tale ha assunto una serie di obblighi, impegnandosi ad adottare «ogni misura di carattere generale e particolare» per assicurarne l’esecuzione. Essi consistono per un verso nella rinuncia alle proprie competenze in tutti gli ambiti, via via più numerosi, divenuti oggetto della competenza (in alcuni casi esclusiva) dell’Unione, per un altro nella necessaria applicazione da parte dei propri organi del diritto dell’Unione.
Gli obblighi di cui sopra sono specificati nei trattati tante volte richiamati, sottoscritti e ratificati (così come tutte le successive modifiche) dall’Italia secondo il procedimento dell’art. 80 Cost., cioè con la forma giuridica della legge ordinaria (di autorizzazione alla ratifica e, nello stesso tempo, di esecuzione.
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