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Nascita e obiettivi dell’Unione Europea


Nel giro di pochi anni dalla sua creazione, la comunità dell’UE si è progressivamente allargata: nel 1973 entrarono Danimarca, Irlanda, Regno Unito; nel 1981 la Grecia; nel 1986 Spagna e Portogallo; nel 1995 Austria, Finlandia, Svezia; nel 2004 Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria; nel 2007 Bulgaria e Romania; nel 2013 la Croazia.
Altri paesi candidati a entrare sono: Albania, Macedonia, Montenegro, Serbia, Turchia.
Fu nel corso degli anni Ottanta del secolo scorso che vennero poste le basi per modifiche incisive del Trattato di Roma e si cominciò a parlare di «Unione europea». Nel 1986 venne firmato l’Atto unico europeo, il quale fissò l’obiettivo del mercato unico interno prima del 1993, rafforzò il ruolo del Parlamento europeo, ma anche la capacità del Consiglio di decidere aumentando le competenze, vecchie e nuove, sulle quali non occorreva più unanimità; introdusse inoltre nel Trattato la cooperazione in politica estera (fino ad allora dominio riservato ed esclusivo di ciascuno stato).
Conseguiti gli obiettivi del 1986, dopo la riunificazione delle due Germanie, nel 1992 fu firmato il Trattato di Maastricht, il quale non solo modificò ancora il Trattato della Cee (ridenominata Comunità europea, Ce), ponendo le basi della moneta unica (l’euro, entrato in circolazione nel 2002), ma aggiunse ad esso un nuovo trattato, chiamato proprio Trattato sull’Unione Europea.
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