Il procedimento di revisione costituzionale


Nel nostro sistema costituzionale, anche la Costituzione può essere oggetto di revisione, ossia possono essere modificate, in tutto o in parte, le norme di cui è composta.
Dal 1948, anno in cui la Costituzione è entrata in vigore, a oggi, sono già state modificate diverse norme della Costituzione.
Poiché la nostra Costituzione è rigida, la procedura di revisione costituzionale ha caratteristiche diverse rispetto alla procedura di modifica di una legge ordinaria e viene detta aggravata (art. 138 Cost.) proprio per sottolineare il fatto che essa è più lunga e complessa della procedura ordinaria con cui il Parlamento adotta normalmente le sue leggi.

Le caratteristiche principali di questa procedura sono le seguenti:
- la proposta di legge può prevenire esclusivamente dal Parlamento stesso o dal Governo;
- il testo di legge deve essere approvato due volte da ogni Camera;

- tra la prima e la seconda votazione deve intercorrere un periodo di tempo non inferiore a tre mesi. Ciò comporta tempi di discussione più lunghi, giustificati dal fatto che oggetto di revisione o integrazione è proprio la legge fondamentale dello Stato;
- se il testo di legge viene approvato a maggioranza qualificata, cioè con i due terzi dei voti di senatori e deputati, la legge sarà considerata approvata in via definitiva ed entrerà pertanto in vigore;
- nel caso in cui, invece, ottenesse la maggioranza assoluta, la legge potrebbe essere sottoposta, entro tre mesi dalla sua approvazione, a un referendum, su richiesta degli stessi parlamentari (almeno un quinto) oppure di 500.000 elettori o di 5 consigli regionali.
In tale ipotesi la legge entrerà in vigore solo se la maggioranza dei cittadini voterà a favore.

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