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Principio di congruità fra funzioni e risorse economiche


Le risorse finanziarie delle regioni e degli enti locali – tributi ed entrate propri, compartecipazioni erariali, trasferimenti perequativi – devono consentire il finanziamento integrale delle funzioni assegnate a ciascun ente territoriale (art. 119.4). È questo il principio della congruità fra funzioni e risorse, diretto ad assicurare a regioni ed enti locali l’«autosufficienza» per attuare le proprie politiche di spesa.
Sono previste altresì risorse aggiuntive e interventi speciali dello Stato a favore di determinati enti regionali o locali per specifiche finalità: quando si tratti di promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, di rimuovere gli squilibri socio-economici, di favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona, di provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni. In questo caso è possibile prevedere vincoli di destinazione, trattandosi di risorse non destinate a finanziare funzioni ordinarie di regioni ed enti locali.

Queste previsioni costituzionali avrebbero dovuto trovare un’attuazione legislativa, volta a dare effettivamente corpo alle nuove dimensioni dell’autonomia regionale e locale attraverso una piena responsabilizzazione degli enti territoriali nella gestione delle entrate e delle spese. Quando finalmente il Parlamento ha inteso darvi seguito, è stata approvata la legge delega sul cosiddetto federalismo fiscale (l. 5 maggio 2009, n. 42). L’idea di fondo del federalismo fiscale è che, una volta aboliti i trasferimenti statali definiti nella loro entità in base al criterio della spesa storica (cioè in base a quanto trasferito negli esercizi precedenti), ciascun ente territoriale goda di entrate sufficienti a finanziare l’esercizio delle funzioni, vedendosi garantire – in caso di inadeguata capacità fiscale – ciò che manca dallo Stato (o dalla regione), limitatamente ai livelli essenziali delle prestazioni, in misura determinata sulla base di costi standard definiti a livello nazionale. Ciò dovrebbe premiare chi fa miglior uso delle risorse e indirettamente punire chi ne fa cattivo uso (restando a ciascun ente l’onere di finanziare costi maggiori o prestazioni ulteriori). La delega è stata attuata con una serie di decreti legislativi che hanno avuto ad oggetto: l’attribuzione alle regioni e agli enti locali di una parte del patrimonio immobiliare statale (d.lgs. 85/2010), le modalità di determinazione dei fabbisogni standard degli enti locali (d.lgs. 216/2010), il finanziamento dei comuni (d.lgs. 23/2011), l’autonomia tributaria di regioni e province e i costi standard della sanità (d.lgs. 68/2011), gli interventi per rimuovere gli squilibri economico-sociali fra aree diverse del paese (d.lgs. 88/2011), le disposizioni per l’armonizzazione dei sistemi contabili e dei bilanci delle regioni e degli enti locali (d.lgs. 118/2011), i premi per gli enti virtuosi e le sanzioni per quelli non virtuosi (d.lgs. 149/2011).

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