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Prerogative della Commissione Ue e composizione della Corte di giustizia


La Commissione dell’Unione europea esercita diverse funzioni:
- ha l’iniziativa degli atti legislativi (che spetta alla Commissione e a nessun altro organo); presenta il programma legislativo annuale (che il presidente della Commissione illustra al Parlamento europeo nel cosiddetto discorso sullo stato dell’Unione); dispone di poteri normativi delegati e di esecuzione (v.
par. 4.2);
- presenta il progetto annuale di bilancio e gli dà esecuzione;
- vigila sull’applicazione del diritto dell’Unione (è il custode dei trattati); se uno stato non adempie ai suoi obblighi, la Commissione può intervenire prima mettendolo in mora, cioè intimandogli di provvedere, poi facendo ricorso alla Corte di giustizia mediante la procedura d’infrazione (art. 258 Tfue); può altresì ricorrere alla Corte di giustizia nell’ambito della procedura di controllo degli aiuti di stato concessi dagli stati membri a determinate imprese (art. 108 Tfue);
- ha il potere di rivolgere «avvertimenti» agli stati membri ai fini del coordinamento delle politiche economiche; sorveglia la situazione di bilancio in ciascuno stato e può proporre al Consiglio di iniziare una procedura per disavanzo eccessivo.

La Corte di giustizia è composta da un giudice per stato, più 11 avvocati generali che studiano le cause e sottopongono alla Corte le proprie conclusioni. Sono tutti nominati dai governi per 6 anni fra personalità di indiscussa indipendenza e competenza; i giudici eleggono fra loro il presidente. La Corte ha un proprio statuto (prot. n. 3) e un proprio regolamento. Ha sede a Lussemburgo.
Compito generale della Corte è assicurare «il rispetto del diritto nell’interpretazione e nell’applicazione dei trattati». Essa giudica le controversie fra stati membri, fra l’Unione e uno stato membro, fra istituzioni dell’Unione, fra persone fisiche o giuridiche e l’Unione (limitatamente ad alcuni casi). Si tratta, in particolare, dei ricorsi per inadempimento contro le infrazioni compiute dagli stati membri e dei ricorsi di annullamento contro gli atti adottati dalle istituzioni dell’Unione in violazione dei trattati.
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