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Le politiche di sviluppo dell’unione europea


1. Il ruolo dell’Unione Europea


Le politiche comunitarie

Dopo la fine della seconda guerra mondiale alcuni paesi europei hanno cominciato a impegnarsi per realizzare un’area comune al fine di ristabilire la pace in Europa e ricostruire i paesi distrutti dalla guerra. Ai sei paesi che originariamente hanno dato vita alla CECA (comunità europea del carbone dell’acciaio) se ne sono aggiunti nel tempo molti altri fino a raggiungere numero di 28 Stati, che oggi costituiscono l’Unione Europea. Gli obiettivi sono:
- promuovere la pace e il benessere dei popoli;
- offrire cittadini uno spazio comune di libertà, sicurezza e giustizia, senza frontiere interne;
- favorire lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica che punti al progresso sociale e a un miglioramento della qualità dell’ambiente;
- promuovere il progresso scientifico e tecnologico;
- combattere l’esclusione sociale e le discriminazioni;
- promuovere la giustizia, la protezione sociale, la parità tra donne uomini, la solidarietà e la tutela dei diritti dei minori;
- promuovere la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri;
- rispettare la diversità culturale e linguistica dell’Europa;
- istituire una moneta comune (euro).
Per raggiungere questi obiettivi era necessario realizzare politiche comuni. In origine sono state realizzate politiche comuni solo nei settori strettamente collegati alla libera circolazione di beni, servizi, persone e capitali, e quindi nei settori dell’agricoltura, concorrenza, trasporti e commercio. Col tempo si resero necessari altri trattati relativi all’ambiente, la coesione economica sociale, alla ricerca e allo sviluppo tecnologico. Con il trattato di Maastricht (1992) si è avuto un ampliamento dei settori di intervento, includendo anche l’istruzione, la cultura, la sanità pubblica, la protezione dei consumatori, l’industria. Con il trattato di Amsterdam (1997) anche i settori dell’occupazione, della cooperazione doganale e politiche connesse alla libera circolazione delle persone. Una delle politiche comuni più importanti è la politica agricola, in quanto l’agricoltura rappresenta una risorsa fondamentale per lo sviluppo dell’Europa. Gli obiettivi fondamentali della politica agricola comune (PAC) sono l’aumento della produttività, l’adozione di prezzi adeguati per i produttori ma equi per i consumatori, la tutela della sicurezza alimentare, la salvaguardia dell’ambiente, con un’attenzione particolare all’insediamento dei giovani nel settore agricolo, che risulta sempre più abbandonato. L’aumento della popolazione e la crescita del tenore di vita stanno determinando un forte incremento della domanda di beni è un crescente impoverimento delle risorse naturali. Per affrontare queste sfide la commissione europea tra le iniziative della strategia Europa 2020 hai inserito l’uso efficiente delle risorse ambientali, cioè produrre di più utilizzando meno materie prime, sfruttare le risorse in modo sostenibile, ricercare una maggiore efficienza nella gestione dei prodotti. Altri temi importanti sono la protezione della biodiversità, la sicurezza delle sostanze chimiche, la corretta gestione dei rifiuti, l’inquinamento atmosferico, idrico e acustico, il risparmio idrico. Negli ultimi decenni un ruolo molto importante è stato attribuito alla politica regionale cioè azioni volte a rendere più omogenei i territori europei che presentano elevate diversità. Per tale finalità l’Europa è stata suddivisa in vari gruppi di regioni, in base ad alcuni parametri statistici e per ogni gruppo territoriale sono stati programmati interventi di sostegno e messi a disposizione dei fondi. Si dividono in: regioni meno sviluppate, regioni in transizione, regioni più sviluppate in base al PIL pro capite.

2. Gli strumenti per lo sviluppo

Gli strumenti finanziari dell’Unione Europea

Analogamente a quanto avviene nei singoli Stati anche l’Unione Europea per raggiungere i propri obiettivi deve sostenere una spesa. Per far fronte a tale spesa i paesi aderenti hanno deciso di destinare una parte della propria ricchezza alla realizzazione delle politiche comuni. Queste risorse vanno a costituire le entrate di bilancio dell’unione europea. L’Unione Europea utilizza diversi strumenti finanziari per raggiungere gli obiettivi prefissati:
- finanziamenti e gestione diretta, ovvero interventi realizzati a livello centrale da parte della commissione europea che consistono nella concessione di sovvenzioni e finanziamenti direttamente ai beneficiari dei vari paesi per realizzare idee innovative, scambi di esperienze, organizzazione di seminari, convegni;
- finanziamenti a gestione indiretta, realizzati attraverso l’intervento degli Stati membri, a cui è -affidata la gestione, di cui fanno parte i cosiddetti “fondi strutturali” e il “fondo di coesione”, il cui obiettivo è quello di ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali tra le varie regioni europee. Le somme a disposizione vengono spese attraverso un sistema di responsabilità condivisa tra la commissione europea e gli Stati membri, e sono le autorità nazionali a programmare gli interventi, emanare i bandi e gestire le relative risorse.

Gli strumenti a gestione diretta

I finanziamenti diretti, chiamati anche “programmi tematici” o “programmi comunitari”, sono gestiti direttamente dalla commissione europea o da agenzie delegate dalla stessa. L’oggetto del finanziamento a cui sono destinati è costituito da un settore specifico di intervento, come per esempio la cultura, l’ambiente, il turismo. I progetti, presentati su appositi formulari, devono avere carattere innovativo e un valore aggiunto europeo, cioè devono presentare iniziative che abbiano un valore e siano attuabili anche in altri Stati membri, devono prevedere un cofinanziamento e coinvolgere obbligatoriamente altri partner europei. In caso di approvazione di un progetto la commissione stipula con il beneficiario del finanziamento un’apposita convenzione, cioè un accordo con il quale il beneficiario si impegna realizzare le attività previste nel programma secondo i vincoli stabiliti dal bando e dalla normativa europea. I principali programmi diretti previsti per il periodo 2014-2020 sono:
- Meccanismo per collegare l’Europa, che finanza investimenti in infrastrutture;
- Erasmus+, che finanzia progetti per l’istruzione, la formazione e i giovani;
- Orizzonte 2020, che si occupa di ricerca e innovazione;
- Life, un programma per la tutela dell’ambiente e del clima;
- COSME, che si occupa di ricerca e innovazione a favore delle imprese;
- Pericle 2022, il cui obiettivo è la lotta alla contraffazione monetaria;
- Hercule III, che promuove azioni per contrastare le frodi, la corruzione e tutte le attività illecite che possono danneggiare gli interessi finanziari dell’Unione europea.

Gli strumenti a gestione indiretta

Gli strumenti indiretti sono costituiti dai Fondi strutturali e dal Fondo di coesione, attraverso i quali si possono realizzare interventi gestiti dai Paesi membri, al fine di raggiungere gli obbiettivi delineati nel documento di programmazione Europa 2020.
Le politiche comunitarie sono finanziate attraverso i seguenti fondi:
- Fondo europeo di sviluppo regionale(FESR) con cui si finanziano investimenti in infrastrutture in aree prioritarie chiave come l'innovazione e la ricerca, il sostegno alle piccole e medie imprese, lo sviluppo con basse emissioni di carbonio.
- Fondo sociale europeo(FSE), destinato a finanziare progetti a sostegno delle risorse umane, realizzate soprattutto per aumentare la possibilità di occupazione dei cittadini europei.
- Fondo di coesione, di cui possono usufruire solo gli Stati membri con un reddito nazionale inferiore al 90% della media europea, che è destinato al finanziamento delle reti di trasporto trans-europee e all'ambiente. Gli Stati membri ammissibili al Fondo di coesione per il periodo 2014-2020 sono i paesi dell'Est Europeo. L'Italia non è destinataria del -Fondo di coesione in quanto il suo reddito nazionale lordo per abitante supera il 90% della media della UE a ventotto.
- Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale(FEASR), che prevede il finanziamento di progetti a sostegno dello sviluppo delle aree agricole e di superare le criticità del settore, come la bassa competitività delle imprese; il basso livello di reddito, la scarsità dei servizi, la tutela dell'ambiente e del paesaggio, la qualità della vita nelle zone rurali.
- Fondo per la politica marittima e della pesca(FEAMP), destinato al sostegno del settore marittimo. Mira a garantire che la pesca e l'acquacoltura siano sostenibili dal punto di vista ecologico, economico e sociale. L'obbiettivo è di garantire alle comunità di pescatori un tenore di vita adeguato.
Per poter ottenere una propria quota di fondi, ogni Stato deve presentare all'Unione europea un Piano strategico, in cui vengono indicati gli obbiettivi che si intendono perseguire. Tale piano viene presentato alla Commissione europea che deve valutarlo e sottoporlo a una fase di negoziazione con il singolo Stato. Una volta approvati diventano "Accordi di partenariato".
L'accordo si concretizza poi in programmi operativi (PO), alcuni di carattere nazionale che riguardano un settore specifico di intervento(PON), altri di carattere regionale, che si occupano di più settori(POR) e altri di tipo interregionale(POIn). La realizzazione di questi programmi viene affidata a delle autorità dei vari Stati membri a diversi livelli: nazionale, regionale o altro.
Per presentare una proposta di progetto nell'ambito dei Fondi strutturali e di investimento europei ci si deve rivolgere direttamente all'autorità di gestione del Programma operativo per cui ci si vuole candidare, la cui emana periodicamente alcuni bandi per la selezione dei progetti prevedendo scadenze e procedure a cui ci si deve attenere per presentare un progetto.

La Banca Europea per gli investimenti

Per sostenere gli obbiettivi dell'Unione europea, tra i diversi strumenti operativi è stata prevista l'istituzione della Banca europea per gli investimenti(BEI), secondo quanto disciplinato nel Trattato di Roma del 1957.
Il compito di tale ente è di concedere prestiti a chi ne fa richiesta per la realizzazione di progetti coerenti con gli obbiettivi della UE. Il ruolo della BEI è indicato in modo specifico nel Trattato di Maastricht.
I progetti sostenuti dalla BEI devono contribuire allo sviluppo economico e sociale dei Paesi europei per cercare di portarli allo stesso livello: per questo motivo la Banca effettua i propri investimenti principalmente nelle zone più povere.
La BEI, raccoglie i fondi necessari alla sua attività sul mercato finanziario, e quindi non utilizza fondi europei. La banca fornisce tre tipologie di beni e servizi:
- prestiti: la banca concede prestiti ai propri clienti per sostenere la crescita e l'occupazione, contribuendo ad attirare altri investitori;
- blending, cioè operazioni che consentono di abbinare i finanziamenti della BEI con altri finanziamenti comunitari
- consulenza e assistenza tecnica, per ottenere il massimo rendimento dai fondi di investimento.
Chi gestisce un'azienda o un'attività nel settore pubblico e ha un progetto che potrebbe contribuire alla realizzazione degli obbiettivi strategici dell'UE può beneficiare di un prestito della BEI. Per farne richiesta, occorre contattare la BEI via e-mail, con un modulo online o attraverso i suoi uffici, e fornire le informazioni richieste in modo da dare alla banca la possibilità di giudicare se il progetto risponde agli obbiettivi stabiliti e se è basato su un valido piano aziendale.
Se il prestito è superiore a 25 milioni di euro, viene erogato direttamente dalla BEI, se inferiore la BEI si rivolge ad altri istituti finanziari che a loro volta concedono i fondi ai richiedenti.
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