Lorep di Lorep
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Il Parlamento italiano è un organo complesso e possiede una struttura bicamerale, poiché si compone di due organi collegiali, la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica, secondo l’art 55 Cost.

La funzione legislativa è dunque affidata a due Camere elettive, escludendo la scelta per un sistema monocamerale. In assemblea costituente prevalse infatti l’opinione secondo cui il sistema monocamerale potesse scivolare verso la dittatura di assemblea. Venne preferito un meccanismo in cui la seconda Camera potesse svolgere una funzione moderatrice e di freno nei confronti della prima. Le perplessità legate alla costruzione di un modello lento dovuto alle due camere, furono superate dall’idea che la seconda Camera costituisse attuazione del principio di equilibrio nella organizzazione dello Stato.

Questa fu la ragione principale che portò a scegliere un bicameralismo paritario e indifferenziato in cui le due Assemblee, espressione del medesimo corpo elettorale, avessero identità di funzioni.

Bicameralismo perfetto.

Il bicameralismo perfetto ha portato lentezze e ritardi, soprattutto con riferimento al procedimento di formazione delle leggi. In una prospettiva di modernizzazione del sistema politico-istituzionale italiano andrebbe, in primo luogo, ripensato il bicameralismo perfetto, superando l’idea di due Assemblee parlamentari in cui l’una costituisce, per identità di composizione e funzioni, la mera duplicazione dell’altra.

In Assemblea Costituente prevalse il principio secondo cui il Senato avrebbe dovuto essere composto su base regionale, in modo da valorizzare il ruolo del nuovo ente introdotto dalla carta costituzionale. Del resto, l’istituzione di una seconda assemblea si sarebbe potuta ammettere solo se l’ordinamento italiano fosse stato articolato secondo un modello federale, per consentire l'emersione delle singole entità sub statali. Durante le elezioni nazionali, infatti, il premio di maggioranza per il Senato della Repubblica, previsto dalla legge elettorale non è attribuito a livello nazionale come accade per la Camera, ma varia di regione in regione. Da questo meccanismo è stata determinata l’assenza di una maggioranza assoluta in Senato, nelle elezioni del 2013.

Le tesi esposte in Assemblea Costituente dimostrano quanto sia auspicabile in Italia il mutamento dell’attuale assetto bicamerale, soprattutto alla luce della graduale evoluzione dello Stato verso una struttura di più accentrato decentramento politico. Il passaggio a un sistema bicamerale differenziato dovrebbe comportare l’esistenza, con riferimento ai profili procedimentali, di leggi a competenza prevalente di uno dei due rami del Parlamento e di leggi a competenza paritaria.

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