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Ostruzionismo



Nella più recente prassi italiana, si fa ostruzionismo nella convinzione che compito dell’opposizione non sia tanto presentare all’opinione pubblica soluzioni diverse e un indirizzo politico alternativo a quello della maggioranza, quanto ostacolare il governo nel perseguimento del programma sul quale pure ha ricevuto la fiducia delle Camere.

A tal fine si fa largo uso, per esempio, della possibilità di presentare centinaia e addirittura migliaia di emendamenti (paradossale e inedito è stato il caso verificatosi durante l’esame del progetto di riforma costituzionale poi bocciato dagli elettori nel 2016, quando furono presentati oltre ottanta milioni di emendamenti prodotti grazie a un software informatico).
Altro espediente ostruzionistico è quello di sollecitare continue verifiche del numero legale (ne sono state contate fino a cinquecento in tre giorni). Così, stante il quorum strutturale previsto, si obbliga la maggioranza a presidiare l’aula fisicamente, assicurando da sola la continua presenza della metà più uno dei membri della camera senza alcun concorso delle minoranze.

Ciò impone un notevole sforzo, tanto più se si considera che la maggioranza, in quanto tale, detiene cariche parlamentari e di governo (presidenze di commissione, incarichi di ministro e sottosegretario per le quali nel nostro ordinamento non vige incompatibilità) che assorbono energie e obbligano a essere presenti altrove, anche nell’altra camera.