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Obligationes consensu concractae nel mondo romano

Le obligationes consensu concractae sono contratti nei quali il mero consenso manifestato dalle parti è idoneo e sufficiente a dar vita al vincolo obbligatorio. Il consenso delle parti, dunque, è visto come momento perfezionativo del contratto. Il diritto romano ne distingueva quattro: compravendita; locazione conduzione; società e mandato.
Di questi quattro contratti, Labeone riconobbe solo i primi tre, escludendo il mandato, sostenendo che esso non fosse bilaterale, bensì bilaterale imperfetto. Nella quadripartizione gaiana, sono invece annoverati tutti i quattro tipi di contratti consensuali. A differenza di Labeone, Gaio non considera inoltre il mandato un contratto bilaterale imperfetto, bensì un contratto bilaterale.
Nei testi istituzionali si osserva che, nei contratti consensuali, per il sorgere dele obbligazioni, non è richiesto alcun tipo di forma né verbale né scritta, essendo sufficiente il mero consenso delle parti. A differenza dei contratti verbali, i contratti consensuali possono essere conclusi da contraenti che si trovano in posti diversi: essi hanno la possibilità di fare ricorso a una lettera o a un messaggero.
La compravendita è un contratto consensuale bilaterale (implica dunque due prestazioni corrispettive) in base al quale un soggetto, chiamato «venditor», si obbliga a trasmettere il pacifico possesso della merce e a stare garante per il caso di vizi occulti e di evizione. Il compratore si obbliga invece a trasferire la proprietà del pretium che è sempre rappresentato da una somma di denaro. Si tratta di un contratto consensuale: sorgono vincoli obbligatori in capo a entrambe le parti, ma non vi sono effetti reali (a differenza della mancipatio, originariamente concepita come vendita a contanti con effetti reali).
Esistono altresì casi di compravendita con effetti reali. Si tratta di eccezioni introdotte da Giustiniano, come ad esempio il contratto cum scriptis.
Obligationes consensu concractae nel mondo romano

Le obligationes consensu concractae sono contratti nei quali il mero consenso manifestato dalle parti è idoneo e sufficiente a dar vita al vincolo obbligatorio. Il consenso delle parti, dunque, è visto come momento perfezionativo del contratto. Il diritto romano ne distingueva quattro: compravendita; locazione conduzione; società e mandato.
Di questi quattro contratti, Labeone riconobbe solo i primi tre, escludendo il mandato, sostenendo che esso non fosse bilaterale, bensì bilaterale imperfetto. Nella quadripartizione gaiana, sono invece annoverati tutti i quattro tipi di contratti consensuali. A differenza di Labeone, Gaio non considera inoltre il mandato un contratto bilaterale imperfetto, bensì un contratto bilaterale.
Nei testi istituzionali si osserva che, nei contratti consensuali, per il sorgere dele obbligazioni, non è richiesto alcun tipo di forma né verbale né scritta, essendo sufficiente il mero consenso delle parti. A differenza dei contratti verbali, i contratti consensuali possono essere conclusi da contraenti che si trovano in posti diversi: essi hanno la possibilità di fare ricorso a una lettera o a un messaggero.
La compravendita è un contratto consensuale bilaterale (implica dunque due prestazioni corrispettive) in base al quale un soggetto, chiamato «venditor», si obbliga a trasmettere il pacifico possesso della merce e a stare garante per il caso di vizi occulti e di evizione. Il compratore si obbliga invece a trasferire la proprietà del pretium che è sempre rappresentato da una somma di denaro. Si tratta di un contratto consensuale: sorgono vincoli obbligatori in capo a entrambe le parti, ma non vi sono effetti reali (a differenza della mancipatio, originariamente concepita come vendita a contanti con effetti reali).
Esistono altresì casi di compravendita con effetti reali. Si tratta di eccezioni introdotte da Giustiniano, come ad esempio il contratto cum scriptis.
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