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Proprietà per occupazione nel mondo romano


Il primo modo di acquisto della proprietà a titolo originario è la proprietà per occupazione. Essa è legata alle attività primarie di sostentamento dell’uomo: la caccia e la pesca. Questo modo di acquisto della proprietà è a struttura possessoria in quanto è basato sull’acquisizione del possesso. La presa del possesso riguarda qualcosa che non appartiene a nessun altro, o perché il precedente proprietario ha deciso di disfarsene (tramite la derelictio, cioè l’abbandono) e in questo caso si parla di res derelicta, oppure perché essa non ha mai avuto un proprietario, e in questo caso si parla di res nullius. A proposito dell’acquisto dell’animale selvatico, in passato, si delinearono due diverse tipologie di proprietà: l’effettiva cattura, che garantisce l’acquisto per occupazione, o l’acquisizione dopo aver ferito e poi inseguito l’animale.
Nel caso in cui, ad esempio, un pescatore ferisca e insegua un pesce pur non catturandolo, secondo la prima linea di pensiero, egli acquisirebbe la proprietà per occupazione; la seconda linea di pensiero, invece, faceva corrispondere l’acquisizione della proprietà con l’effettiva cattura dell’animale. Fu questa seconda corrente di pensiero a prevalere: per l’acquisto della proprietà dell’animale, dunque, era necessaria la cattura.
I romani, inoltre, discutevano sull’origine selvatica degli animali: pavoni e colombe, ad esempio, erano considerati animali selvatici, mentre oche e galline erano considerate animali domestici poiché presentano l’animus revertendi, cioè la tendenza a tornare indietro al loro luogo domestico di appartenenza. Esse non venivano più considerate tali qualora perdessero l’animus revertendi.
Nel caso di animali domestici, essi venivano considerati appartenenza esclusiva del proprietario fino al momento in cui presentano l’animus revertendi. Queste disposizioni sono disciplinate anche dall’attuale Codice civile italiano, come ad esempio dagli articoli 924 e 926, che regolamentano la proprietà di sciami d’api, colombe, conigli e pesci, sostenendo che il proprietario degli animali ha diritto ad inseguirli sul fondo altrui, pagando eventuali danni provocati e perdendo il possesso delle bestie qualora smettesse di inseguirli.
In merito alla proprietà per occupazione, come avviene per la proprietà in bonis habere, bisogna tener conto di una distinzione a seconda che la res nullius o derelicta sia una res mancipi o una res nec mancipi.
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